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milanoantifa | 17 Agosto, 2007 15:23


Arriva la t-shirt con simboli nazisti, nuova moda per i giovani di destra...

Aperto a Magdeburgo un negozio di abbigliamento filo-nazista. La marca delle magliette, «Thor Z Steinar», prende il nome dal dio del tuono e da un generale nazista ed è guidata da un noto esponente dei circoli di estrema destra della Germania del nord. Numerose le proteste contro il negozio che vende il nazi-abbigliamento Emma Farnè  dal “il manifesto” del 15 agosto 2007   Berlino Non si chiamano t-shirt ma t-hemden - t-camice nella versione germanizzata - le magliette con gli stessi simboli che erano sulle camicie delle SA naziste, stampati sulla schiena di chi ha la testa rasata e gli anfibi ai piedi. Non sono in un museo ma si possono comprare a Magdeburgo, in Sassonia e vanno di moda tra i giovani di estrema destra, che le trovano in un negozio aperto da poco, creando un terremoto locale.
Le T-Hemden marca Thor Steinar sono sugli scaffali del negozio «Narvik», inaugurato il 27 luglio a Magdeburgo in un edificio importante per la città: la Gruene Zitadelle, progettata dall'architetto Friedensreich Hundertwasser, noto anche per aver disegnato alcuni palazzi di Vienna.
Per il proprietario dell'immobile di Narvik, la Gero Ag, una ditta consociata al vescovado di Magdeburgo, il 27 luglio è stato una doccia fredda: quel giorno il quotidiano Tageszeitung ha titolato «I cristiani non conoscono la storia».
Narvik è una città al nord della Norvegia che fu teatro di una feroce battaglia durante la seconda guerra mondiale e punto strategico per i rifornimenti di ferro per i nazisti. I vestiti del negozio, invece, sono ricchi di simboli della mitologia vichinga. Questi erano negli anni della dittatura graditi ai nazisti, oggi ai giovani di estrema destra: si tratta di rune Tyr, frecce puntate verso l'alto, già sulle camicie delle SA naziste negli anni 40 e rune Gibor, angeli dalla testa di lupo, amati dalle SS. Altri simboli non sono esplicitamente collegati ai nazisti, «per far sembrare i giovani di estrema destra gente normale vestita come gli altri», denunciano le associazioni locali.
La marca Thor Steinar - Thor dal Dio del tuono e del fulmine nella mitologia vichinga, Steinar, dal generale SS Felix Steiner, riferimento appurato da un tribunale tedesco - ha avviato nel 2002 la sua attività guidata da Uwe Meusel e Axel Kopelke, giovane noto nei circoli di estrema destra nel nord della Germania; la società si chiamava «MediaTex», oggi Uwe Meusel Factory GmbH.
Uwe Meusel distribuiva anche allora magliette e vestiti con le rune, ma sono stati proibiti dalla magistratura tedesca dopo decine di procedimenti penali. Kopelke e Meusel avevano reso noto che le rune usate sulle loro magliette non hanno nulla a che vedere con quelle del periodo 1933-1945. In più, due anni fa un tribunale in Brandeburgo ha annullato le sentenze, rendendo così legali i discussi vestiti, ora in vendita anche da «Narvik».
Il giorno dopo l'apertura di Narvik la Gero Ag, immobiliare proprietaria, ha deciso di rescindere il contratto di locazione con Meusel. Due giorni dopo ha ceduto un altro locale del complesso della Gruene Zitadelle ai cittadini, che in meno di 48 ore, dopo veglie di protesta davanti al negozio, hanno aperto una mostra informativa sui nuovi mezzi di propaganda neonazisti. T-Hemden incluse.
La mostra è ancora, aperta, come il negozio, come la disputa tra la Gero Ag e Meusel, che non è obbligato a chiudere perché in possesso di un regolare contratto d'affitto. «La legge non tutela casi di questo tipo; nessun commerciante deve mostrare nel dettaglio l'abbigliamento che venderà, basta solo specificare il tipo di merce, come ha fatto Meusel al momento del contratto» ha detto al manifesto Patrich Begrich di Miteinander E.v., associazione che monitora le tendenze di estrema destra sul territorio. «Nessuno sa se e quando l'attività commerciale verrà chiusa». Intanto gli abitanti di Magdeburgo continuano a protestare. Una vetrina di Narvik è già andata in frantumi.

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milanoantifa | 17 Agosto, 2007 13:12


SABATO 18 AGOSTO 2007 PRESSO LA FESTA DI RADIO ONDA D’URTO- BS...

 iniziativa a Brescia 18 agosto

 SABATO 18 AGOSTO 2007 PRESSO LA FESTA DI RADIO ONDA D’URTO- BS

DIBATTITO CON INIZIO ALLE ORE 19: AZIONI ANTIFASCISTE

Dibattito sul neofascismo italiano con la partecipazione delle città di Roma, Torino, Milano, Bergamo e Padova, con introduzione di Saverio Ferrari e presentazione degli interventi curata dalla redazione informativa di Radio Onda d'Urto.

Gli interventi verteranno sulle diverse esperienze di contrasto all'emergere dell'intolleranza neofascista, che le varie realtà nazionali hanno messo in campo in questi anni

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milanoantifa | 17 Agosto, 2007 13:09


Neo-nazisti russi pubblicano video con esecuzione...

La polizia sta interrogando in queste ore, un neo-nazista accusato di aver pubblicato su internet un video che mostra l'esecuzione di due persone.
Nel video un uomo di etnia Tajik ed un uomo apparentemente del Dagestan, sono uccisi in una foresta con lo sfondo una bandiera nazista.
Una vittima è stata decapitata mentre l'altro inginocchiato è stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco e successivamente gettato in buca al grido di "Gloria alla Russia" con una colonna sonora di musica di metallo pesante.
Il video è stato girato l'anno scorso dallo studente studente neonazi di Maikop, che confessa alla polizia di aver spammato su internet materiale neonazi e di contenuto razziale per almeno 2 anni.
Successivamente il video è stato "acquistato" dalla televisione russa e mostrato integralmente, causando lo sdegno e la vergogna pubblica.
"Quest'uomo ha dichiarato di essere nazionalsocialista," ha detto il Ministero Interno "Secondo le prime informazioni costui ha distribuito questo video su internet ma non è l'autore materiale degli omicidi, gli esperti lavorano tuttavia a stabilire l'autenticità del video"
Sebbene l'uomo non è stato arrestato, ha l'obbligo non di lasciare la città.
La polizia ha perquisito la sua casa e confiscato il suo computer carico di materiale nazista e razzista.
In Russia attivisti dei diritti umani hanno detto che il video, che è apparso dapprima su un blog del livejournal.com, è il primo caso del genere.
"Non ho mai visto niente cosí prima," ha detto Aleksandr Verkhovsky, leader di Sova, un'organizzazione che controlla e monitora la violenza neonazi.
Gannushkina di Svetlana, una delle organizzatrici che monitora i casi di tortura e violenze nel Caucaso del nord, ha detto:
"È come un incubo. Ho visto il video su livejournal e la maggior parte dei commenti erano principalmente positivi".
Il video è stato bannato e tolto da internet ma non è escluso che si ripresenti.
Echo Radio ha detto che la polizia sta esaminando i tre minuti dell'orribile video per verificarne l'autenticità: "Faremo riscontri su luce e ombre, sui cambiamenti nell'immagine di fondo, sui dettagli dell' abbigliamento e su tutti gli altri parametri," ha detto la polizia
Uno sconosciuto gruppo ["ala militare della Societá Nazionale Socialista"] si é attribuito la responsabilità del video con una delirante dichiarazione trovata su un forum neo-nazista: "IL nostro obbiettivo è la lotta armata contro i colonizzatori colorati del nostro partito e contro i burocrati russi che li sostengono".
Il National Socialist Party of Russia, che copre e finanzia le attività dei neo-nazisti in Russia, ha negato di avere contatti con tale ala. "Tuttavia, riconosciamo che qualunque gruppo autonomo, Nazionale Socialista avrebbe potuto fare certamente l'esecuzione. Sarebbe stata una azione sicuramente prevedibile.
La polizia tollera le violenze dei nazionalisti neonazisti, che negli anni recenti hanno aggredito, ferito e ucciso dozzine di persone giustificate dalle autorità russe.
Infatti i principali partiti russi per prendere voti, chiudono un occhio sui crimini razziali, a volte anche incoraggiandoli, come scritto e denunciato da Amnesty Internazional.
Comunque, il presidente Putin ha parlato contro il neo-nazismo elencando i numerosi e crescenti crimini.
La settimana scorsa in St Petersburg un neo-nazista è stato condannato a 12 anni di carcere per aver ucciso un attivista anti-fascista.
http://news-back2.rin.ru:8080/photos/58549.jpgfonti:
http://www.youtube.com/watch?v=sCnp6oSJYNo
http://xeno.sova-center.ru/6BA2468/6BB41EE/99ACB05
http://news.rin.ru/photogallery/136441/
http://de.indymedia.org/2007/08/190874.shtml

http://www.timesonline.co.uk/
 

 TRATTO DA http://indy-lo.ortiche.net/

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milanoantifa | 17 Agosto, 2007 13:07


MOLOTOV MOSCHEA BRESCIA SESTO ATTENTATO IN LOMBARDIA NEL '07...

Milano, 16 ago. (Apcom) - "E' una vicenda tutta da accertare". C'è grande cautela e non emerge praticamente nulla dalla Questura di Brescia ma sono già in mano alla Digos le indagini sulle due bottiglie incendiarie tirate ieri sera contro la moschea e l'associazione culturale islamica di Via Corsica 221 a Brescia, Quello di ieri sera è almeno il sesto attentato contro obiettivi islamici in Lombardia nel 2007. Tra il 2 e il 3 maggio una bottiglia di plastica piena di benzina era stata gettata contro le finestre della comunità religiosa islamica "Co.re.is" di via Meda 9 a Milano; il 13 aprile molotov erano state lanciate contro la sede milanese dell'associazione internazionale "Islamic Relief" in via G.A. Amadeo; nella notte del 9 agosto due ordigni incendiari avevano colpito l'istituto islamico di Abbiategrasso (Milano), già preso di mira, sempre con ordigni simili, nella notte tra il 26 e il 27 luglio. Nella notte tra il 5 e il 6 agosto due bottiglie incendiarie erano state tirate contro il centro islamico di Segrate, alla porte di Milano, distruggendo l'auto del vice-responsabile, Hamid Zariat. Azioni realizzate con "metodi artigianali" e, almeno in apparenza, concepiti più per intimidire che per fare gravi danni. Insomma attentati che potrebbero avere una logica "dimostrativa", o quasi. L'unico attentato tra questi ad essere stato rivendicato è stato quello a Milano contro l'"Islamic Relief". Una telefonata ai Vigili del Fuoco attribuiva la paternità dell'azione a un "nucleo armato" del "Fronte cristiano combattente", sigla fino allora sconosciuta agli investigatori e che a quanto è dato di sapere non ha più dato notizia di sé. A indagare su molti di questi episodi, non ancora ufficialmente collegati tra loro, è oggi il pool antiterrorismo presso la Procura di Milano che pur procedendo a tutto campo pare sembra orientarsi verso la matriceneo-fascista. Per quanto riguarda l'attentato a Brescia della notte scorsa, secondo il sito www.islam-online.it (diretto da Hamza Roberto Piccardo, l'imperiese che nel 1990 fu tra i fondatori dell'Ucoii, Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia) le molotov sarebbero state lanciate alle 21,45 in "uno dei due sottopassi di accesso al complesso della sede della Comunità islamica". La Questura di Brescia spiega che ad esplodere è stata probabilmente una sola delle due bottiglie incendiarie e che comunque "non si sono rilevati danni a persone o cose e la struttura non è stata danneggiata".  (AGI) - Milano, 16 ago. - E' toccato ieri alla moschea di via Volta a Brescia. Un paio di bottiglie incendiare che se non hanno causato danni a cose e persone, hanno infiammato dibattito e preoccupazione. Perche' quello di Brescia e' il quinto attentato eversivo in pochi mesi che si sia registrato sul territorio lombardo e, ancor piu', milanese. Un'escalation che non viene sottovalutata dagli inquirenti tanto che, almeno per quanto riguarda i primi quattro attentati, c'e' anche l'ipotesi che possa trattarsi della 'stessa mano' e le quattro indagini sono tutte confluite sul tavolo del Pm milanese Antiterrorismo Maurizio Romanelli. Andando a ritroso nel tempo, soltanto pochi giorni fa, quando i cristiani festeggiano San Lorenzo, ad Abbiategrasso due molotov annerivano la porta della moschea, mentre un terzo ordigno veniva fatto brillare dai carabinieri. Lo stesso luogo, ma un paio di settimane prima, aveva gia' conosciuto la paura delle bombe quando, la notte fra il 26 e il 27 luglio, gli attentatori avevano lanciato gli esplosivi direttamente nel cortile della moschea. In mezzo c'e' un'auto in fiamme. La Pegeaut 206 del vice-Imam della moschea di Segrate, Hamid Zariate. Mai nessuna rivendicazione se non per quell'attacco incendiario che, nell'aprile scorso, colpiva la sede milanese dell'associazione 'Islamic Relief' e che veniva rivendicato dal Fronte Cristiano Combattente. Una concentrazione di atti eversivi che ai mussulmani del portale islam-online.it fa dire: "In tutta evidenza qualcuno vuol far saltare i nervi ai mussulmani in modo da poter scatenare una repressione indiscriminata, pertanto e' necessario non reagire a nessuna provocazione, organizzare la sorveglianza e fare repssioni sulle autorita' di pubblica sicurezza affinche' si attivino per garantirci una serena fruizione dei nostri centri di aggregazione e formazione spirituale e culturale".

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milanoantifa | 16 Agosto, 2007 14:36


Comunicato sui fatti del 2 agosto 2007 a Bologna...

Il giorno 2 agosto 2007, a Bologna, le squadre della polizia ed i servizi d'ordine volontari del governo cercano di impedire all'antifascismo militante di esprimersi:
prima della partenza del corteo da piazza Nettuno, la DIGOS bolognese ferma due compagni che distribuivano il volantino dell'AAp "Questo é lo stato"; i due compagni vengono identificati e viene redatto un verbale di sequestro di circa 100 volantini.
Il corteo parte, e l'assemblea antifascista permanente di Bologna sfila con il proprio striscione "contro ogni fascismo" e distribuisce altre copie del volantino sequestrato. All'arrivo alla piazza della stazione un cordone di celere impedisce allo striscione dell'AAp di entrare nella piazza; l'ordine é evitare le contestazioni alle autorità che, come al solito, sproloquiano dal palco. Contestazioni che comunque si producono sia dal viale antistante dove sono segragati gli antifascisti, sia dalla piazza dove prima i giovano comunisti invitano il ministro Damiano alle dimissioni e poi la CUB vuole contestare il capo del governo. A quel punto gli anziani del servizio d'ordine governativo iniziano una partita di "calci agli stinchi" selezionanado come vittime le donne che contestano. Niente di nuovo sotto il sole!Segue il testo del volantino posto sotto sequestro  

BOLOGNA 2 AGOSTO.docArticolalo tratto da http://www.informa-azione.info/

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milanoantifa | 13 Agosto, 2007 08:50


Genova: Corteo contro Forza Nuova, denunciati 11 antifascisti...

11 compagni antifascisti genovesi sono stati denunciati dalla Digos seguito del corteo contro Forna Nuova del 19 Maggio. Sul Secolo XIX di Genova di martedi 07/08/07 a pag 25 l’articolo (che pubblichiamo) dichiarava già l’azione delle forze dell’ordine a comprimere con la forza i compagni sino al contatto fisico e a manganellate . Ancora una volta chi difende i valori della Carta Costituzionale, nata dai valori della resistenza antifascista, viene denunciato.Sono undici le persone denunciate, fra le quali un minore, in seguito al corteo della sinistra antagonista che sabato 19 maggio aveva sfilato per via XX settembre. Protestando contro l’ok dato dalle autorità alla manifestazione pre-elettorale di Forza Nuova. Undici ragazzi che avevano partecipato ai lanci di oggetti contro le forze dell’ordine e che, in tutta risposta, si erano presi qualche manganellata. Per individuarli gli uomini della Digos, coordinati dal dirigente Giuseppe Gonan e dal funzionario Riccardo Perisi, hanno visionato per ore i filmati realizzati quel giorno dalla sezione scientifica. Immagini qualche volta traballanti, a causa della concitazione, ma chiare e nitide. Rallentati da un inizio estate denso di eventi da gestire (vedi le contestazioni all’arcivescovo Bagnasco e l’arrivo a Genova, soprattutto la passeggiata fatta a Sestri Ponente, di silvio Berlusconi su tutti), gli uomini della Digos sono riusciti negli ultimi giorni a concludere il lavoro intorno a quelle registrazioni e individuare i responsabili dei tafferugli. Tutto era iniziato poco prima delle 18 . A quell’ora i manifestanti di forza Nuova, guidati dal segretario nazionale Roberto Fiore e da quello regionale Angelo Riccobaldi, si dirigono verso i giardini di Brignole. Dove di lì a poco avrebbero dovuto fermarsi per il comizio. ad attenderli però, in via Cadorna, c’erano i giovani e neno giovani della sinistra antagonista, anarchici, centri sociali e portuali “antifascisti”. Circondati sui lati di Piazza della Vittoria cordoni di polizia e carabinieri in equipaggiamento anti sommossa. Un sit-in pacifico con un unico scopo: impedire che l’iniziativa della destra estrema si concludesse com’era nei piani degli organizzatori. Improvvisamente però la tensione era salita. I due schieramenti delle forze dell’ordine avevano iniziato a comprimere sempre di più la piccola folla contro le aiuole dei giardini. nella speranza, forse, che il raggruppamento si sciogliesse, lasciando posto agli striscioni di Forza Nuova. Un pressing che ha scaldato gli animi. Una parte dei ragazzi era scappata verso via XX settembre e, all’altezza di via Fiume, aveva tirato bottiglie di vetro vuote sui caschi di agenti e militari. I quali avevano caricato, colpendone alcuni con i manganelli. Un accenno di scontri dai quali nessuno, fortunatamente, era uscito con lesioni gravi. Ma che aveva avuto come esito quello di spingere i contestatori verso XX settembre. E’ li che davanti agli occhi increduli dei passanti, intenti a guardare le vetrine e mangiare un gelato per trovare refrigerio dalla prima afa, era divampato l’episodio più caldo. Il corteo degli antagonisti infatti, più pacificamente, aveva raggiunto l’edificio dove, oltre il mercato orientale, ha sede pure il movimento di estrema destra Comunità Militante. Dopo i primi “fascisti” gridati verso le finestre del circolo, uno dei militanti si era affacciato al davanzale. Generando un altro lancio di bottiglie proprio in mezzo ai cittadini. Più esterefatti che impauriti. Il rappresentante di Comunità Militante era stato fermato dalal Digos e successivamente rilasciato. Ora, a più di due mesi di distanza undici contestatori della sinistra antagonista sono stati indagati. Tra di loro c’è anche un ragazzino minorenne. Per la maggior parte l’accusa è di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, nonchè lancio di oggetti pericolosi. Alcuni poi sonos stati denunciati anche per travisamento. Avevano sfilato con occhiali da sole e foulard intorno alla bocca. Cambiamenti che non sono serviti a celare la loro identità all’occhio elettronico della polizia.Fonte: Il secolo XIX“Pubblicato da osservatorio” :http://osservatoriorepressione.blogspot.com/2007/08/genova-corteo-contro-forza-nuova.html

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milanoantifa | 12 Agosto, 2007 18:34


AZIONI ANTIFASCISTE SABATO 18 AGOSTO 2007 FESTA DI RADIO ONDA D’URTO – BS...

DIBATTITO CON INIZIO ALLE ORE 19 SUL NEOFASCISMO ITALIANO CON LA PARTECIPAZIONE DI REALTA’ DI ROMA, MILANO, TORINO, BERGAMO E PADOVA.

Introduzione di Saverio Ferrari e presentazione degli interventi curata dalla redazione informativa di Radio Onda d'Urto.

Gli interventi verteranno sulle diverse esperienze di contrasto all'emergere dell'intolleranza neofascista, che le varie realtà nazionali hanno messo in campo in questi anni.
La presentazione del dossier "Ratti Neri" avverrà attraverso la proiezione di un video autoprodotto

L’ANTIFASCISMO E’ UN INGRANAGGIO COLLETTIVO
Gruppo di ricerca sulle destre radicali"per indicazioni su come raggiungere il luogo del dibattito  www.radiondadurto.org

SABATO 18 AGOSTO 2007 FESTA DI RADIO ONDA D.doc

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milanoantifa | 10 Agosto, 2007 13:05


VENERDI 10 AGOSTO PRESIDIO IN PIAZZALE LORETO – MILANO...

Il 10 agosto ricorre l'anniversario dell'eccidio di Piazzale Loreto, dove nel 1944 vennero trucidati 15 antifascisti, che verranno ricordati come i 15 Martiri. Si chiamavano : Andrea Esposito, Domenico Fiorani, Gian Antonio Bravin,
Giulio Casiraghi, Renzo del Riccio, Umberto Fogagnolo, Tullio Galimberti,
Vittorio Gasparini, Emidio Mastrodomenico, Salvatore Principato,
Angelo Poletti, Andrea Ragni, Eraldo Soncini, LiberoTemolo, Vitale Vertemati.
 
Perchè non c'è futuro senza memoria.

 
PROGRAMMA
VENERDI' 10 AGOSTO  2007


h. 9,30 Piazzale Loreto deposizione corone da parte di forze poltiche,
sindacali, enti, associazioni democratiche e interventi di rappresentanti
delle Istituzioni;
h. 21 sempre in Piazzale Loreto Manifestazione celebrativa Per la prima volta  Giovanni Pesce non sarà presente. Lui  pure vivrà sempre nella nostra memoria, affinchè ciò che ha fatto e  ciò che ha dato al nostro paese rimanga quale patrimonio per chi verrà dopo di noi.
 
Anche a lui andrà la nostra gratitudine,  
il 10 agosto  ed ogni volta che la memoria sarà esercizio e
antidoto contro il fascismo, il razzismo, le ingiustizie sociali,
le discriminazioni.

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milanoantifa | 10 Agosto, 2007 11:15


ATTENTATO INCENDIARIO A MILANO CONTRO CENTRO ISLAMICO. E' IL SECONDO IN POCHI GIORNI...

Origno scoppia davanti centro islamico nel Milanese, lievi danni


MILANO (Reuters) – Due ordigni, di cui uno è esploso senza causare gravi danni, sono stati piazzati questa notte davanti al centro islamico di Abbiategrasso, in provincia di Milano.Lo riferiscono i carabinieri, specificando che il primo ordigno è esploso verso l’una di questa notte davanti all’ingresso del centro, senza tuttavia danneggiare in maniera significativa la struttura, che si trova in via Crivellino ad Abbiategrasso.La seconda delle due bombe artigianali, composte da un tubo di metallo contenente materiale incendiario, è stata fatta brillare dagli artificieri intervenuti sul posto.Si tratta del secondo episodio del genere in provincia di Milano nel giro di pochi giorni: domenica notte infatti la macchina di un religioso musulmano è stata data alle fiamme vicino al centro islamico di Segrate, ad est del capoluogo lombardo.L’incendio ha mandato in frantumi le finestre e annerito il muro esterno del centro, ma non ci sono stati feriti.reuter

ISLAM: A FUOCO AUTO DIRIGENTE CENTRO SEGRATE, MISTERO SU CAUSE(AGI) – Milano, 6 Ago. – Un’auto in fiamme nella notte, davanti alla moschea di Segrate. Un vero e proprio atto di intolleranza, secondo il proprietario dell’autovettura, Hamid Zariate, attualmente vice-responsabile del Centro Islamico di Milano Segrate, un’accidentale e casuale autocombustione secondo il primo convincimento dei Carabinieri.
Eppure Zariate ha raccontato di aver visto qualcuno correre e lanciare una molotov, la seconda dato che una gia’ aveva incendiato l’auto e lo aveva cosi’ allertato. Il vice responsabile del centro islamico ha anche affermate che “intorno all’auto erano stati posti sacchi contenenti materiale infiammabile”. Secondo, Zariate, si tratterebbe di un gesto la cui “intenzione era di attaccare la Moschea”. Spettera’ ai carabinieri trovare riscontri a quanto raccontato. (AGI)
 ARTICOLI TRATTI DA ECN.ORG/ANTIFA DEL 10 AGOSTO 2007

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milanoantifa | 09 Agosto, 2007 16:00


Tentativo d'attentato al festival antifascista a Berna(Svizzera)...

Tentativo di attacco contro il festival antifascista a Berna (Svizzera) nella notte del 5 agosto 2007Berna - La sala dove erano assembrate 1500 persone convenute all'Antifa-Festival nel centro autonomo Reitschule a Berna è stata evacuata ieri sera, dopo che uno zaino ha preso fuoco. Al suo interno c'era un liquido infiammabile. Nessuno è rimasto ferito. È stata aperta un'inchiesta per stabilire se si è trattato di un atto criminale o di un incidente, ha indicato oggi la polizia comunale bernese, che ha lanciato un appello ai testimoni. Lo zaino è stato scorto poco prima della mezzanotte vicino a un tavolo di regia sonora. I servizi di sicurezza lo hanno portato all'esterno dove poco dopo si è incendiato.Gli organizzatori del festival sono convinti che si tratti di un attentato dell'estrema destra e affermano che all'interno c'era anche un congegno di accensione. La polizia non ha però confermato queste informazioni.Ci sarà una manifestazione di risposta antifascista sabato 11 agosto - ore 14 davanti la reitschule a Berna.Per maggiori informazioni:http://switzerland.indymedia.orghttp://www.antifafestival.ch/ articolo tratto da http://www.informa-azione.info/

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milanoantifa | 09 Agosto, 2007 14:48


CONTRIBUTO SULLA CRITICA AL NEGAZIONISMO...

Pubblichiamo un contributo di Adriana Chiaia sul negazionismo

Percorsi e ricorsi storici del negazionismo.doc

 

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milanoantifa | 08 Agosto, 2007 10:50


A Ferrol, in Spagna, nella città natale del Caudillo, rivolta contro il gruppo romano Banda Bassotti...

20 A Ferrol, nella città natale del Caudillo, rivolta contro il gruppo romano Banda Bassotti nei guai nel paese di Franco Petizione dell'associazione delle vittime del terrorismo contro la formazione ska-punk per un brano che ineggia alle gesta dell'Eta MADRID Ancora nei guai la Banda Bassotti. Intesa come gruppo musicale romano «ska-punk». La fama del suo repertorio di canzoni, filo-sandiniste, filo-palestinesi e filo-basche l’ha preceduto a Ferrol in Galizia, città natale di Francisco Franco, dove ha in programma un concerto per l’11 agosto. Ma contro la tournée è scesa in campo l’Associazione delle Vittime del Terrorismo che ha scritto al sindaco perché cancelli l’appuntamento e ritiri i permessi all’organizzazione, la Soziedad Alkoholika. LA CANZONE PER L'ETA - A fare inorridire i firmatari della lettera è in particolare una canzone, scritta dal gruppo quattro anni fa, che s’intitola «Yup La La» e che inneggia alle gesta dell’Eta: «Te vitoreamos Eta, tu eres el brazo del pueblo!» (ti appoggiamo Eta, tu sei il braccio del popolo), recita uno dei ritornelli sotto accusa. O anche: «Mas vale che Madrid y el mundo lo aprendan de una vez, no se puede oprimir a los vascos eternamente» (meglio che Madrid e il mondo lo imparino una volta per tutte, non si possono opprimere i baschi eternamente). L’Associazione delle Vittime ha fatto sapere tramite i suoi legali che, se quel motivo risuonerà da un palco spagnolo, denuncerà il gruppo musicale italiano e chi gli ha permesso di esibirsi per apologia di reato: «Se il concerto non sarà annullato – scrivono i responsabili dell’associazione – le vittime del terrorismo saranno calpestate, offese e umiliate ancora una volta» LE BOTTE DI ROMA - Anche la sezione locale del Partito Popolare ha preso posizione, ricordando che la Banda Bassotti, nella sua carriera, iniziata nel 1981, ha frequentemente appoggiato l’Eta e gli ambienti vicini ai terroristi. Anche la Soziedad Alkoholica, che ha invitato la band italiana, è accusata di simpatizzare con gli «etarri», devolvendo parte dei profitti dei concerti agli arrestati e producendo canzoni denigratorie nei confronti delle forze di polizia. Poco più di un mese fa un altro concerto della Banda Bassotti, in quel caso a Roma, a Villa Ada, si era concluso con scontri tra opposte fazioni estremiste. Elisabetta Rosaspina  08 agosto 2007  (Corriere della Sera)07  (Corriere della Sera)

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milanoantifa | 08 Agosto, 2007 10:47


Cassazione: via Rasella fu "atto di guerra". Condannato 'Il Giornale'...

I giudici: utilizzati fatti "non rispondenti al vero"
l quotidiano dovrà pagare un risarcimento di 45mila euro nei confronti del leader gappista Rosario Bentivegna, '"diffamato" dagli articoli del 1996. Il legale Chiocci all'Adnkronos: "Grave che sia stata esclusa la legittimità del diritto di critica"

Roma, 7 ago. (Adnkronos) - L'attentato di via Rasella fu un vero e proprio atto di guerra. Legittimo. E' quanto ha stabilito la Cassazione nella sentenza n. 17172 con la quale ha confermato la condanna del ''Giornale'' a pagare un risarcimento di 45mila euro nei confronti del leader gappista Rosario Bentivegna, diffamato, a parere della Suprema Corte, dagli articoli pubblicati nel 1996 dal quotidiano di via Negri, allora diretto da Vittorio Feltri.
Secondo la Suprema corte, ''il Giornale'', nello scrivere dell'attentato di via Rasella, "legittimo atto di guerra rivolto contro un esercito straniero occupante'' e della rappresaglia delle SS alle Fosse Ardeatine, avrebbe utilizzato fatti "non rispondenti al vero'' che ''non possono essere considerati di carattere marginale". In particolare, secondo gli ermellini, l'attentato contro i tedeschi del battaglione 'SS Bozen', non era rivolto contro "vecchi militari disarmati", ma contro "soggetti pienamente atti alle armi, tra i 26 e i 43 anni, dotati di sei bombe e pistole" e le vittime civili dell'attentato non furono sette ma due. E per la Corte di Cassazione "la non rispondenza a verità di circostanze non marginali come l'ulteriore parificazione tra partigiani e nazisti con riferimento all'attentato di via Rasella e l'assimilazione tra Erich Priebke e Bentivegna", sostenuta da Feltri in un editoriale, è da ritenersi "lesiva dell'onorabilità politica e personale" di Bentivegna.

''Sono tutte tematiche affrontate in giudizio ma completamente estranee alla materia del ricorso - precisa all'ADNKRONOS uno dei legali del quotidiano, Martino Umberto Chiocci - Nel ricorso infatti si discuteva della diffamazione in danno di Bentivegna, e il fatto che l'attentato fosse diretto contro militari giovani o anziani nulla rilevava rispetto a questo. Come non è rilevante la circostanza che l'azione di via Rasella fosse o non fosse un legittimo atto di guerra. Il problema era piuttosto se dal punto di vista non giuridico ma politico, etico, strategico quell'attentato messo in atto dai gappisti fosse opportuno o non opportuno. E il fatto che fosse inopportuno era stato dichiarato da più parti e anche da moltissimi esponenti della resistenza''. Quell'atto, dunque, prosegue il legale, ''può essere legittimo e allo stesso tempo criticabile. I giudici, invece, in questo modo hanno escluso la legittimità del diritto di critica e questo è particolarmente grave''.
Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/hp/

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milanoantifa | 06 Agosto, 2007 12:29


Fatto sbandare e pestato: per gli indagati tre rinvii a giudizio e un patteggiamento...

el del 25/07/2007 di Cecilia Pierami
LUCCA – Patteggia ad un anno uno degli indagati per il pestaggio di E.P.i, richiesto il rito abbreviato per gli altri tre: udienza fissata al 27 settembre. I fatti risalgono al febbrario scorso, quando un gruppo di ragazzi inseguì P.i con la macchina contringendolo a scendere per poi aggredirlo. Motivi politici all’origine dell’episodio.
Ha patteggiato Alessandro Bartone, il diciottenne, indagato insieme ad altri tre giovani lucchesi di far parte del commando che nella notte fra il 23 ed il 24 febbraio avrebbe aggredito E. P., ventisettenne architetto esponente del gruppo Cantiere Resistente, inseguendolo in auto, facendolo sbandare ed infine colpendolo con cinghie, pugni e calci. P. allora riportò la frattura del malleolo, e diverse ferite risultate guaribili in quaranta giorni.Per Bartone, la cui posizione da subito è risultata la meno pesante del gruppo – il giovane è stato infatti indagato a piede libero al contrario degli altri tre, per i quali si sono aperte le porte del carcere – condanna quindi ad un anno e pena sospesa con la condizionale.Per gli altri indagati invece è stato richiesto il rito abbreviato e l’udienza è stata fissata per il prossimo 27 settembre.Da subito gli inquirenti che indagavano sull’aggressione si orientarono verso un pestaggio maturato nell’ambito della contrapposizione di carattere politico, che in quei mesi a Lucca stava raggiungendo picchi preoccupanti.E’ l’otto marzo quando vengono arrestati i tre giovani, stamani rinviati a giudizio, mentre Bartone viene invece indagato a piede libero: tutti risultano legati all’ambiente del tifo lucchese, in particolare al gruppo ultras ‘Bulldog’, e vengono indicati quali simpatizzanti di movimenti politici di estrema destra, pur non essendo ufficialmente iscritti a nessun partito.Secondo la ricostruzione degli inquirenti i quattro facevano parte di un commando di estremisti di destra, composto anche da altri minorenni, probabilmente in tutto otto persone, che a bordo di due auto avrebbero inseguito la macchina di P., prima di farlo sbandare per poi, una volta sceso dal mezzo, aggredirlo.Tra gli arrestati Alessandro Frediani, ventiduenne dipendente di un magazzino di vernici e residente a Sant’Andrea di Compito, è restato associato al carcere di Massa fino al 16 aprile, per poi passare agli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al lavoro.Per Francesco Preziuso, disoccupato di San Concordio e Giacomo Baroni ventunenne giardiniere di Antraccoli, la permanenza in carcere rispettivamente a Lucca e a Pisa, è durata ottantacinque giorni, fino al primo giugno, quando il giudice per le indagini preliminare Alessandro Dal Torrione ha accolto le istanze degli avvocati Roberto Ciniglio e Alberta Cagnacci concedendo gli arresti domiciliari.Stamani l’udienza preliminare, che era già stata fissata per lo scorso 17 luglio ma rinviata a causa di uno sciopero degli avvocati, di fronte al gup Silvestri, che ha deciso per il rinvio a giudizio. Per Preziuso, Baroni e Frediani, le cui posizioni risultano molto simili, ad essere contestato è il reato di violenza privata pluriaggravata e lesioni personali aggravate. 25/07/2007 di Cecilia Pierami
LUCCA – Patteggia ad un anno uno degli indagati per il pestaggio di E.P.i, richiesto il rito abbreviato per gli altri tre: udienza fissata al 27 settembre. I fatti risalgono al febbrario scorso, quando un gruppo di ragazzi inseguì P.i con la macchina contringendolo a scendere per poi aggredirlo. Motivi politici all’origine dell’episodio.
Ha patteggiato Alessandro Bartone, il diciottenne, indagato insieme ad altri tre giovani lucchesi di far parte del commando che nella notte fra il 23 ed il 24 febbraio avrebbe aggredito E. P., ventisettenne architetto esponente del gruppo Cantiere Resistente, inseguendolo in auto, facendolo sbandare ed infine colpendolo con cinghie, pugni e calci. P. allora riportò la frattura del malleolo, e diverse ferite risultate guaribili in quaranta giorni.Per Bartone, la cui posizione da subito è risultata la meno pesante del gruppo – il giovane è stato infatti indagato a piede libero al contrario degli altri tre, per i quali si sono aperte le porte del carcere – condanna quindi ad un anno e pena sospesa con la condizionale.Per gli altri indagati invece è stato richiesto il rito abbreviato e l’udienza è stata fissata per il prossimo 27 settembre.

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milanoantifa | 06 Agosto, 2007 12:24


Blitz contro l'estrema destra, tre arresti e 40 perquisizioni...

GRUPPO ATTIVO DA 2002; 3 IN CARCERE, MA IN TUTTO ERANO IN 27(DIRE) Bologna, 3 ago. – Uno fa l’operaio, uno monta piscine, un altro e’ trasportatore. Nel loro tempo libero, pero’, andavano in giro a picchiare e offendere militanti di sinistra, immigrati, ebrei e gay, facevano incursioni notturne nei centri sociali e allo stadio gridavano cori di stampo neofascista. Si chiamano Alessandro Carapezzi (Bo), Alessandro Limido (Va) e Fabio Carlini (Fe): i primi due da questa mattina sono in carcere, il terzo e’ agli arresti domiciliari. Insieme ad altre due persone (il milanese Matteo Minonzio e Luca Confalonieri di Bolzano), per i quali il gip di Bologna, Gabriella Castore, ha richiesto solo obblighi casalinghi a determinate fasce orarie, sono ritenuti i cinque promotori e organizzatori di un’associazione per delinquere di 27 persone (tra loro anche 2-3 iscritti a Forza nuova) attiva a Bologna dal 2002 con un duplice scopo. Da una parte c’erano le lesioni personali, il porto abusivo di armi improprie e la violenza privata (concretizzatisi in una sequela di “spedizioni punitive” in provincia di Bologna dal 2002 al 2006); dall’altra la discriminazione, l’odio e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Finalita’ che secondo il gip Castore sono indipendenti l’uno dall’altra: nell’ordinanza infatti, scrive, la discriminazione sussiste anche indipendentemente dalle azioni violente.Se gli “organizzatori” individuati dalla Procura (pm Morena Plazzi) sono cinque, sei sono le misure cautelari e oltre 40 le perquisizioni eseguite stamattina da Digos e Carabinieri del reparto anticrimine di Bologna, in Emilia-Romagna, a Pavia e Bolzano. Agli obblighi casalinghi e’ finito anche Alessandro Vigliani (Fr); carcere invece per Vittorio Greco (Bo), trovato in possesso di una pistola Steiner di fabbricazione austriaca risalente al 1915 ma funzionante e con 39 cartucce.

L’operazione ha riguardato province lombarde ed emiliane
Le accuse vanno dall’aggressione all’ostentazione di simboli nazisti allo stadio
Blitz contro l’estrema destra, sei arresti e 40 perquisizioni
BOLOGNA – Blitz contro l’estrema destra in Emilia Romagna e Lombardia. La Digos sta eseguendo nelle province di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara, Pavia e Varese sei misure cautelari ed oltre 40 perquisizioni nei confronti di esponenti di estrema destra.I sei arrestati sono accusati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi improprie, alla violenza privata e alla discriminazione, all’odio o violenza per motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose, danneggiamento a cose e porto abusivo di armi da taglio.Secondo gli investigatori ci sarebbero state anche aggressioni ad avversari politici, a gruppi di sinistra, con l’ostentazione di simboli e slogan di ideologia nazifascista (in particolare allo stadio di Bologna ad opera del gruppo ultras “Felsinei Bologna Patria Nostra”), ed espressioni oltraggiose nei confronti di ebrei, omosessuali, extracomunitari.(3 agosto 2007)repubblica online

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