milanoantifa | 06 Agosto, 2007 12:29
Fatto sbandare e pestato: per gli indagati tre rinvii a giudizio e un patteggiamento...
el del 25/07/2007 di Cecilia PieramiLUCCA – Patteggia ad un anno uno degli indagati per il pestaggio di E.P.i, richiesto il rito abbreviato per gli altri tre: udienza fissata al 27 settembre. I fatti risalgono al febbrario scorso, quando un gruppo di ragazzi inseguì P.i con la macchina contringendolo a scendere per poi aggredirlo. Motivi politici all’origine dell’episodio.Ha patteggiato Alessandro Bartone, il diciottenne, indagato insieme ad altri tre giovani lucchesi di far parte del commando che nella notte fra il 23 ed il 24 febbraio avrebbe aggredito E. P., ventisettenne architetto esponente del gruppo Cantiere Resistente, inseguendolo in auto, facendolo sbandare ed infine colpendolo con cinghie, pugni e calci. P. allora riportò la frattura del malleolo, e diverse ferite risultate guaribili in quaranta giorni.Per Bartone, la cui posizione da subito è risultata la meno pesante del gruppo – il giovane è stato infatti indagato a piede libero al contrario degli altri tre, per i quali si sono aperte le porte del carcere – condanna quindi ad un anno e pena sospesa con la condizionale.Per gli altri indagati invece è stato richiesto il rito abbreviato e l’udienza è stata fissata per il prossimo 27 settembre.Da subito gli inquirenti che indagavano sull’aggressione si orientarono verso un pestaggio maturato nell’ambito della contrapposizione di carattere politico, che in quei mesi a Lucca stava raggiungendo picchi preoccupanti.E’ l’otto marzo quando vengono arrestati i tre giovani, stamani rinviati a giudizio, mentre Bartone viene invece indagato a piede libero: tutti risultano legati all’ambiente del tifo lucchese, in particolare al gruppo ultras ‘Bulldog’, e vengono indicati quali simpatizzanti di movimenti politici di estrema destra, pur non essendo ufficialmente iscritti a nessun partito.Secondo la ricostruzione degli inquirenti i quattro facevano parte di un commando di estremisti di destra, composto anche da altri minorenni, probabilmente in tutto otto persone, che a bordo di due auto avrebbero inseguito la macchina di P., prima di farlo sbandare per poi, una volta sceso dal mezzo, aggredirlo.Tra gli arrestati Alessandro Frediani, ventiduenne dipendente di un magazzino di vernici e residente a Sant’Andrea di Compito, è restato associato al carcere di Massa fino al 16 aprile, per poi passare agli arresti domiciliari con la possibilità di recarsi al lavoro.Per Francesco Preziuso, disoccupato di San Concordio e Giacomo Baroni ventunenne giardiniere di Antraccoli, la permanenza in carcere rispettivamente a Lucca e a Pisa, è durata ottantacinque giorni, fino al primo giugno, quando il giudice per le indagini preliminare Alessandro Dal Torrione ha accolto le istanze degli avvocati Roberto Ciniglio e Alberta Cagnacci concedendo gli arresti domiciliari.Stamani l’udienza preliminare, che era già stata fissata per lo scorso 17 luglio ma rinviata a causa di uno sciopero degli avvocati, di fronte al gup Silvestri, che ha deciso per il rinvio a giudizio. Per Preziuso, Baroni e Frediani, le cui posizioni risultano molto simili, ad essere contestato è il reato di violenza privata pluriaggravata e lesioni personali aggravate. 25/07/2007 di Cecilia Pierami
LUCCA – Patteggia ad un anno uno degli indagati per il pestaggio di E.P.i, richiesto il rito abbreviato per gli altri tre: udienza fissata al 27 settembre. I fatti risalgono al febbrario scorso, quando un gruppo di ragazzi inseguì P.i con la macchina contringendolo a scendere per poi aggredirlo. Motivi politici all’origine dell’episodio.Ha patteggiato Alessandro Bartone, il diciottenne, indagato insieme ad altri tre giovani lucchesi di far parte del commando che nella notte fra il 23 ed il 24 febbraio avrebbe aggredito E. P., ventisettenne architetto esponente del gruppo Cantiere Resistente, inseguendolo in auto, facendolo sbandare ed infine colpendolo con cinghie, pugni e calci. P. allora riportò la frattura del malleolo, e diverse ferite risultate guaribili in quaranta giorni.Per Bartone, la cui posizione da subito è risultata la meno pesante del gruppo – il giovane è stato infatti indagato a piede libero al contrario degli altri tre, per i quali si sono aperte le porte del carcere – condanna quindi ad un anno e pena sospesa con la condizionale.Per gli altri indagati invece è stato richiesto il rito abbreviato e l’udienza è stata fissata per il prossimo 27 settembre.
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milanoantifa | 06 Agosto, 2007 12:24
Blitz contro l'estrema destra, tre arresti e 40 perquisizioni...
GRUPPO ATTIVO DA 2002; 3 IN CARCERE, MA IN TUTTO ERANO IN 27(DIRE) Bologna, 3 ago. – Uno fa l’operaio, uno monta piscine, un altro e’ trasportatore. Nel loro tempo libero, pero’, andavano in giro a picchiare e offendere militanti di sinistra, immigrati, ebrei e gay, facevano incursioni notturne nei centri sociali e allo stadio gridavano cori di stampo neofascista. Si chiamano Alessandro Carapezzi (Bo), Alessandro Limido (Va) e Fabio Carlini (Fe): i primi due da questa mattina sono in carcere, il terzo e’ agli arresti domiciliari. Insieme ad altre due persone (il milanese Matteo Minonzio e Luca Confalonieri di Bolzano), per i quali il gip di Bologna, Gabriella Castore, ha richiesto solo obblighi casalinghi a determinate fasce orarie, sono ritenuti i cinque promotori e organizzatori di un’associazione per delinquere di 27 persone (tra loro anche 2-3 iscritti a Forza nuova) attiva a Bologna dal 2002 con un duplice scopo. Da una parte c’erano le lesioni personali, il porto abusivo di armi improprie e la violenza privata (concretizzatisi in una sequela di “spedizioni punitive” in provincia di Bologna dal 2002 al 2006); dall’altra la discriminazione, l’odio e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Finalita’ che secondo il gip Castore sono indipendenti l’uno dall’altra: nell’ordinanza infatti, scrive, la discriminazione sussiste anche indipendentemente dalle azioni violente.Se gli “organizzatori” individuati dalla Procura (pm Morena Plazzi) sono cinque, sei sono le misure cautelari e oltre 40 le perquisizioni eseguite stamattina da Digos e Carabinieri del reparto anticrimine di Bologna, in Emilia-Romagna, a Pavia e Bolzano. Agli obblighi casalinghi e’ finito anche Alessandro Vigliani (Fr); carcere invece per Vittorio Greco (Bo), trovato in possesso di una pistola Steiner di fabbricazione austriaca risalente al 1915 ma funzionante e con 39 cartucce.Le accuse vanno dall’aggressione all’ostentazione di simboli nazisti allo stadio
Blitz contro l’estrema destra, sei arresti e 40 perquisizioniBOLOGNA – Blitz contro l’estrema destra in Emilia Romagna e Lombardia. La Digos sta eseguendo nelle province di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara, Pavia e Varese sei misure cautelari ed oltre 40 perquisizioni nei confronti di esponenti di estrema destra.I sei arrestati sono accusati di appartenere ad un’associazione per delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi improprie, alla violenza privata e alla discriminazione, all’odio o violenza per motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose, danneggiamento a cose e porto abusivo di armi da taglio.Secondo gli investigatori ci sarebbero state anche aggressioni ad avversari politici, a gruppi di sinistra, con l’ostentazione di simboli e slogan di ideologia nazifascista (in particolare allo stadio di Bologna ad opera del gruppo ultras “Felsinei Bologna Patria Nostra”), ed espressioni oltraggiose nei confronti di ebrei, omosessuali, extracomunitari.(3 agosto 2007)repubblica online
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milanoantifa | 06 Agosto, 2007 12:21
FASCISTI D'ESTATE/2...
pubblicato il 5.08.07 pubblicato da ecn/antifa
Olbia Naziskin romani feriscono 4 ragazzi. Ancora coltellate ·
BANDA NAZISKIN ROMANI AGGREDISCE 4 GIOVANI A OLBIA, UN FERMO(AGI) – Olbia, 1 ago – Quattro ragazzi sardi sono stati aggrediti da un gruppo di naziskin romani dopo un diverbio in una discoteca di Porto Rotondo (Olbia). L’episodio e’ avvenuto due giorni fa ma e’ stato reso noto solo oggi. I carabinieri hanno fermato uno degli aggressori, di cui non sono state rese note le generalita’. Dopo un battibecco avvenuto all’interno, i quattro ragazzi olbiesi sono stati raggiunti da una quindicina di naziskin che li hanno picchiati selvaggiamente. Nella rissa e’ spuntato anche un coltello. Stefano Moretti, originario di Sassari, ha riportato la perforazione di un polmone e una ferita all’addome mentre Paolo Degortes, di Olbia, ha i timpani perforati e un’ampia ferita alla mano. Entrambi sono ricoverati in ospedale. Altri due olbiesi coinvolti nell’episodio, Nicola Virdis e Simone Fraghi, hanno riportato lievi ferite e sono stati subito dimessi. Il gruppo di naziskin alloggiava in un camping di Cala D’Ambra a San Teodoro, dove i militari hanno trovato svastiche e altro materiale di stampo nazista. Il pm della Procura di Tempio, Claudia Alberti, non ha ancora formulato il capo d’imputazione a carico del fermato. AGI
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