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milanoantifa | 08 Agosto, 2007 10:50


A Ferrol, in Spagna, nella città natale del Caudillo, rivolta contro il gruppo romano Banda Bassotti...

20 A Ferrol, nella città natale del Caudillo, rivolta contro il gruppo romano Banda Bassotti nei guai nel paese di Franco Petizione dell'associazione delle vittime del terrorismo contro la formazione ska-punk per un brano che ineggia alle gesta dell'Eta MADRID Ancora nei guai la Banda Bassotti. Intesa come gruppo musicale romano «ska-punk». La fama del suo repertorio di canzoni, filo-sandiniste, filo-palestinesi e filo-basche l’ha preceduto a Ferrol in Galizia, città natale di Francisco Franco, dove ha in programma un concerto per l’11 agosto. Ma contro la tournée è scesa in campo l’Associazione delle Vittime del Terrorismo che ha scritto al sindaco perché cancelli l’appuntamento e ritiri i permessi all’organizzazione, la Soziedad Alkoholika. LA CANZONE PER L'ETA - A fare inorridire i firmatari della lettera è in particolare una canzone, scritta dal gruppo quattro anni fa, che s’intitola «Yup La La» e che inneggia alle gesta dell’Eta: «Te vitoreamos Eta, tu eres el brazo del pueblo!» (ti appoggiamo Eta, tu sei il braccio del popolo), recita uno dei ritornelli sotto accusa. O anche: «Mas vale che Madrid y el mundo lo aprendan de una vez, no se puede oprimir a los vascos eternamente» (meglio che Madrid e il mondo lo imparino una volta per tutte, non si possono opprimere i baschi eternamente). L’Associazione delle Vittime ha fatto sapere tramite i suoi legali che, se quel motivo risuonerà da un palco spagnolo, denuncerà il gruppo musicale italiano e chi gli ha permesso di esibirsi per apologia di reato: «Se il concerto non sarà annullato – scrivono i responsabili dell’associazione – le vittime del terrorismo saranno calpestate, offese e umiliate ancora una volta» LE BOTTE DI ROMA - Anche la sezione locale del Partito Popolare ha preso posizione, ricordando che la Banda Bassotti, nella sua carriera, iniziata nel 1981, ha frequentemente appoggiato l’Eta e gli ambienti vicini ai terroristi. Anche la Soziedad Alkoholica, che ha invitato la band italiana, è accusata di simpatizzare con gli «etarri», devolvendo parte dei profitti dei concerti agli arrestati e producendo canzoni denigratorie nei confronti delle forze di polizia. Poco più di un mese fa un altro concerto della Banda Bassotti, in quel caso a Roma, a Villa Ada, si era concluso con scontri tra opposte fazioni estremiste. Elisabetta Rosaspina  08 agosto 2007  (Corriere della Sera)07  (Corriere della Sera)

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milanoantifa | 08 Agosto, 2007 10:47


Cassazione: via Rasella fu "atto di guerra". Condannato 'Il Giornale'...

I giudici: utilizzati fatti "non rispondenti al vero"
l quotidiano dovrà pagare un risarcimento di 45mila euro nei confronti del leader gappista Rosario Bentivegna, '"diffamato" dagli articoli del 1996. Il legale Chiocci all'Adnkronos: "Grave che sia stata esclusa la legittimità del diritto di critica"

Roma, 7 ago. (Adnkronos) - L'attentato di via Rasella fu un vero e proprio atto di guerra. Legittimo. E' quanto ha stabilito la Cassazione nella sentenza n. 17172 con la quale ha confermato la condanna del ''Giornale'' a pagare un risarcimento di 45mila euro nei confronti del leader gappista Rosario Bentivegna, diffamato, a parere della Suprema Corte, dagli articoli pubblicati nel 1996 dal quotidiano di via Negri, allora diretto da Vittorio Feltri.
Secondo la Suprema corte, ''il Giornale'', nello scrivere dell'attentato di via Rasella, "legittimo atto di guerra rivolto contro un esercito straniero occupante'' e della rappresaglia delle SS alle Fosse Ardeatine, avrebbe utilizzato fatti "non rispondenti al vero'' che ''non possono essere considerati di carattere marginale". In particolare, secondo gli ermellini, l'attentato contro i tedeschi del battaglione 'SS Bozen', non era rivolto contro "vecchi militari disarmati", ma contro "soggetti pienamente atti alle armi, tra i 26 e i 43 anni, dotati di sei bombe e pistole" e le vittime civili dell'attentato non furono sette ma due. E per la Corte di Cassazione "la non rispondenza a verità di circostanze non marginali come l'ulteriore parificazione tra partigiani e nazisti con riferimento all'attentato di via Rasella e l'assimilazione tra Erich Priebke e Bentivegna", sostenuta da Feltri in un editoriale, è da ritenersi "lesiva dell'onorabilità politica e personale" di Bentivegna.

''Sono tutte tematiche affrontate in giudizio ma completamente estranee alla materia del ricorso - precisa all'ADNKRONOS uno dei legali del quotidiano, Martino Umberto Chiocci - Nel ricorso infatti si discuteva della diffamazione in danno di Bentivegna, e il fatto che l'attentato fosse diretto contro militari giovani o anziani nulla rilevava rispetto a questo. Come non è rilevante la circostanza che l'azione di via Rasella fosse o non fosse un legittimo atto di guerra. Il problema era piuttosto se dal punto di vista non giuridico ma politico, etico, strategico quell'attentato messo in atto dai gappisti fosse opportuno o non opportuno. E il fatto che fosse inopportuno era stato dichiarato da più parti e anche da moltissimi esponenti della resistenza''. Quell'atto, dunque, prosegue il legale, ''può essere legittimo e allo stesso tempo criticabile. I giudici, invece, in questo modo hanno escluso la legittimità del diritto di critica e questo è particolarmente grave''.
Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/hp/

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