milanoantifa | 18 Marzo, 2008 16:55
16 marzo 2008 milano PIOVONO PIETRE...
PIOVONO PIETRE
<<Ragazzi, sabato e domenica mettono pioggia>><<Ma in cinque anni al 16 marzo c’è sempre stato il sole. Non preoccupatevi vedrete che ci sarà il sole…>>Infatti. Fino alle 17 e 30 il tempo regge bene, anche con qualche spiraglio di sole. Piazza Vetra è già popolata da decine e decine di compagni e compagne, tanta gente conosciuta, un po’ di tutti i giri. Tanti anche i giovani e super giovani, forse attratti dal concerto. Si mangia, si beve si ride e si scherza e c’è un po’ di preoccupazione per il corteo. Tutto deve andar bene, Milano ha bisogno di un bel corteo, che ci dia quella forza costruttiva, quell’entusiasmo e quella spinta necessaria per riprendere agibilità in questa città così paralizzante. Il problema della partecipazione numerica sembra superato visto le presenze, ma un buon corteo non è fatto solo di grandi numeri. C’è l’anima, lo spirito, la tensione emotiva che lo caratterizza, insomma c’è una questione di qualità che non dipende solo da quello che fai (azioni, attacchinaggi, volantinaggi, …) ma da come quel momento viene sentito/vissuto da ognuno. Sulle note degli RFT il cielo comincia a farsi nero, nero, sullo sfondo i lampi lo squarciano con sempre più frequenza, lo scenario è molto HC. Contemporaneamente anche alcune facce diventavano sempre più scure: L’iniziativa in merda per la pioggia!!!!!! Che fare? Muoviamoci, facciamolo subito prima che venga giù l’acquazzone. Ok. cominciamo a sbaraccare, caricare sul furgone le cose, predisporre telo per riparare l’impianto. Ok. Siamo pronti. In quel momento comincia a piovere a dirotto, alla pioggia segue la grandine, e che grandine!! Piovono pietre di ghiaccio. E’ un fuggi fuggi generale, qualcuno se ne va a casa, altri si riparano sotto, gli alberi, i portici o nei bar intorno, mentre sul furgone i monzesi reggono eroicamente il telo per difendere l’impianto. Una situazione surreale, una tempesta di grandine mai vista prima, qualcosa di eclatante… . Di fronte a quel cataclisma allo sgomento iniziale subentra, piano piano, una sorta di entusiasmo, di voglia di reagire, con quel pizzico di follia necessario ad affrontare le intemperie. Appena sembra che la sassaiola di grandine si sia placata un po’, qualcuno prende lo striscione e comincia ad urlare CORTEO!! CORTEO!! Così, dopo un secondo di esitazione la gente si mette in strada, esce dai bar e dai ripari. Si parte, gridando tutti insieme “DAX è VIVO…”. Riparte anche la fitta grandine che ci bastona ben bene, rispondiamo urlando ancora più forte. La gente dalle vetrine guarda allibita, gli sbirri se ne stanno lontani cercando di ripararsi con gli scudi. Il corteo continua al sfilare, unito, compatto, determinato, rabbioso, dietro lo striscione “Con Dax nel cuore. 16/03/2003 – 16/03/08”. Superata Piazza 24 Maggio la grandine piano piano si placa e, in un attimo non piove neanche più. La luna torna a rischiarare il cielo. Andiamo in Brioschi. L’iniziativa riprende come da programma e si conclude in via Gola con un fragoroso applauso. “Ripigliamo sti sassi, ripigliamo le strade che conosciamo!” così Davide aveva scritto in una lettera datata dicembre 2002. E i sassi ci sono arrivati dal cielo, forse per scuoterci un po’, noi, i compagni di Milano, che ci sentiamo talmente indeboliti da aver faticato anche a decidere di organizzarlo questo corteo. Forse per dirci che uniti si vince, e l’unione si crea nella battaglia, con la rabbia e la voglia di lottare. Chi ha scelto di andarsene se né andato è andato, chi è rimasto è rimasto fino alla fine, anche se fradicio, stanco e infreddolito. E nessuno, se potesse tornare indietro e scegliere, avrebbe cambiato con una giornata di sole
“La rivoluzione è un fiore che non muore”
CON DAX NEL CUORE
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milanoantifa | 18 Marzo, 2008 09:16
DAX TORNA IN DARSENA LA MEMORIA NON SI CANCELLA...
IN MATTINATA DEL 17 MARZO IL COMUNE DI MILANO HA FATTO CANCELLARE IL MURALES IN MEMORIA DI DAX. MURALES RIFATTO NELLA SCORSA SETTIMANA DOPO CHE A SETTEMBRE DEL 2007 ERA STATO PER LA PRIMA VOLTA CANCELLATO. OLTRE IL GRIGIORE DEL COMUNE ERA STATO PIU' VOLTE DETURPATO. MA QUESTO NON E' SOLO UN DISEGNO SU UN MURO E' IL RICORDO VIVO DI UN NOSTRO COMPAGNO UCCISO DAI FASCISTI E CON LUI RAPPRESENTA LA TRADIZIONE E LA MEMORIA ANTIFASCISTA DELLA NOSTRA CITTA'.
NON SI CANCELLA LA MAMORIA. OGNI VOLTA RIFAREMO QUEL GRAFFITO. ED ALTRI ANCORA A TESTIMONIARE LA NOSTRA VOLONTA' A RICORDARE.
NELLA NOTTE DI IERI SU QUEL MURO SONO COMPARSE SCRITTE IN RICORDO DI DAX E DI ALTRI COMPAGNI UCCISI DAI FASCISTI, ALTRE SCRITTE NEL QUARTIERE TICINESE.
SU OGNI MURO E IN OGNI STRADA DAX VIVE
ORA E SEMPRE RESISTENZA
per vedere tutte le foto
http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4487
http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4488
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milanoantifa | 17 Marzo, 2008 12:48
CANCELLATO MURALES PER DAX...
STAMANI IL COMUNE HA CANCELLATO IL MURALES PER DAX RIFATTO NEI GIORNI SCORSI. MURALES TRA L'ALTRO PROVOCATORIAMENTE DETURPATO NELLA NOTTE DEL 15 MARZO.
E’ LA VENDETTA DELLO STATO PER LE INIZIATIVE DEI GIORNI SCORSI, PER AVERE RIPORTATO IL MOVIMENTO MILANESE NELLE STRADE NEL RICORDO DI DAX UCCISO PERCHE’ MILITANTE ANTIFASCISTA.
OVVIAMENTE IL MURALES VERRA’ RIFATTO
SU OGNI MURO
IN OGNI STRADA
DAX VIVE
Foto del murales http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4320
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milanoantifa | 14 Marzo, 2008 17:04
NON CAMMINERAI MAI DA SOLO 16 MARZO 2003...
Quando cammini nella tempesta
mantieni la testa alta
e non essere intimorito dal buio,
alla fine della tempesta
c'è un cielo dorato
e il dolce canto di un'allodola
Avanza nel vento,
avanza nella pioggia,
sebbene i tuoi sogni siano infranti
avanza, avanza
con la speranza nel cuore
e non camminerai mai da solo,
non camminerai mai da solo.
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milanoantifa | 14 Marzo, 2008 14:00
16 MARZO 2008 CON CARLOS E JAN...
ABBIAMO PRODOTTO DUE CONTRIBUTI SU DUE ANTIFASCISTI RECENTEMENTE AMMAZZATI DAI FASCISTI
CARLOS E JAN NEI NOSTRI CUORI
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milanoantifa | 14 Marzo, 2008 11:18
16 MARZO 2003 16 MARZO 2008...
SABATO 15 IL CONCERTO SI TERRA' PRESSO LO SPAZIO AURORA
IN VIA CAVOUR- ROZZANO DALLE ORE 22
DOMENICA 16 DALLE ORE 17 IN PIAZZA VETRA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA
CON DAX NEL CUORE
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milanoantifa | 13 Marzo, 2008 10:51
ODIA IL FASCISMO AMA LA MUSICA...
PER RICORDARE I NOSTRI COMPAGNI
ODIA IL FASCISMO
SABATO 15 MARZO
ROZZANO DALLE 23 IN VIA CAVOUR CONCERTO BANDA BASSOTTI/ ARPIONI/RFT
DOMENICA 16 MARZO
ORE 17 CONCERTO E CORTEO ANTIFASCISTA DA PIAZZA VETRA
ORE 20 PAROLE E MUSICHE PER DAX IN VIA BRIOSCHI
MARTEDI 18 MARZO
ORE 18 VIA MANCINELLI PER FAUSTO E JAIO
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milanoantifa | 13 Marzo, 2008 10:01
DALLA GERMANIA PER DAX 16 MARZO 2008...
CONTRIBUTO DEI COMPAGNI TEDESCHI SUL 16 MARZO 2008
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milanoantifa | 12 Marzo, 2008 13:47
SABATO 15 MARZO INIZIATIVA A LIVORNO PER DAX...
sabato 15 marzo dalle ore 22 serata per Dax
x info : http:// www.cp1921.splinder.com/
GRAZIE COMPAGNI.
antifa-milano
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milanoantifa | 11 Marzo, 2008 15:31
16 MARZO 2008 CORTEO ANTIFA A MILANO CON DAX NEL CUORE...
L'ASSEMBLEA CITTADINA CHE SI E' SVOLTA IL 10 MARZO
AL C.O.A.TRANSITI28 INDICE
MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA A MILANO
DOMENICA 16 MARZO '08
IN PIAZZA VETRA DALLE ORE 17
CON CONCERTO
LOS FASTIDIOS (veneto), S-CONTRO (torino), RFT(milano), OFV HC (como)
E CORTEO CHE ARRIVERA' IN VIA BRIOSCHI
IN RICORDO DEL COMPAGNO DAX UCCISO DAI FASCISTI IL 16 MARZO '03
Assemblea Antifascista
http://antifa-milano.noblogs.org/resource/locandine-flyers/view/fascette%5B1%5D.jpg
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milanoantifa | 10 Marzo, 2008 10:44
RIFATTO IL MURALES PER DAX...
ALTRE FOTO SU http://lombardia.indymedia.org/?q=node/4320
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milanoantifa | 05 Marzo, 2008 15:32
CON DAX NEL CUORE 9 MARZO BARAONDA...
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milanoantifa | 05 Marzo, 2008 13:52
IL RITROVAMENTO DI UN’AUTO CLONATA DI UN GIUDICE ANTIMAFIA NEL BOX DI UN EX TERRORISTA DI DESTRA...
ESTREMISMO NERO E MALAVITA COMUNE A MILANO TRA GLI ANNI NOVANTA E IL DUEMILA.Saverio Ferrari - Redazione Osservatorio Democratico - 04/03/2008
CHE SI STAVA PREPARANDO?
Grande è stato lo stupore degli inquirenti: una Fiat Croma grigia, identica per colore e numero di targa, a quella utilizzata dal magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Milano, Gianni Griguolo, solitamente parcheggiata all’interno del Palazzo di Giustizia. Accanto alla Fiat Croma anche due moto, a loro volta simili a quelle in uso alla sua scorta. Il tutto scoperto nei primi giorni di aprile del 1995, in un box di Segrate, in via Battisti 32, a disposizione di un ex terrorista di destra: Mauro Addis. Una storia passata sotto silenzio.
IL BANDITO SARDO
Mauro Addis, all’epoca quarantenne, originario di Carbonia, già nel giro della banda di Renato Vallanzasca e amico di Pierluigi Concutelli, che a capo di un commando di Ordine nuovo il 10 luglio 1976 aveva assassinato a Roma il giudice Vittorio Occorsio, si era avvicinato in carcere ai Nar (Nuclei armati rivoluzionari) di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Addis in particolare era salito agli onori della cronaca per aver ucciso a Redecesio di Segrate, il 30 ottobre 1980, con più colpi di pistola Cosimo Todaro e la sua convivente, Maria Paxou, una giovane ballerina greca. Per questo episodio era stato condannato a 30 anni di carcere, ma già dal 1993 si trovava in regime di semilibertà: dormiva nel carcere di Opera e di giorno abitava con i genitori a Segrate.
Verso sera, poco prima delle 19 di quel 30 ottobre, Mauro Addis, seduto sul sedile posteriore della A 112 di proprietà della Paxou, con Cosimo Todaro al posto di guida, appena l’auto si era fermata in una zona periferica, aveva improvvisamente freddato entrambi sparando loro alla testa. Ad attenderlo per la fuga, Gilberto Cavallini, alla guida di un’altra vettura di grossa cilindrata che si era immediatamente accostata. Cosimo Todaro gestiva una pizzeria dove si praticava sistematicamente il gioco d’azzardo ed era in rapporto con i Nar per rapine e traffico di armi. La Paxou fu eliminata solo perché presente. Motivo: probabilmente uno sgarro, forse una lite dopo una rapina in banca.
Nel corso del duplice delitto Mauro Addis aveva perso una delle due pistole, un revolver Astra 357, sottratta a una guardia giurata, pochi giorni prima, nel corso di una rapina all’agenzia della Bnl di via Saccardo a Milano. Fu facilissimo risalire a lui. Per altro, lì a pochi passi, assistette alla scena un camionista intento a posteggiare il proprio mezzo, che dette una descrizione sufficientemente accurata del killer.
LA BANDA DI GIUSEPPE LEONE
Le indagini che avevano portato al box di Segrate erano partite da una fonte confidenziale che aveva segnalato come carica di armi una Citroen Dyane furgonata, regolarmente posteggiata in un’area adibita a libero parcheggio a Cologno Monzese. Il furgoncino, intestato a un anziano signore incensurato, era in realtà sempre stato utilizzato da Giuseppe Leone, colpito a morte il 16 giugno 1993 nel corso di un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine nel centro di Padova, durante un tentativo di rapina a un’agenzia della Banca Popolare Veneta. Giuseppe Leone era stato raggiunto da una raffica di mitraglietta, dopo il lancio di una bomba a mano, scagliata nell’intento di aprirsi una via di fuga.
L’ordigno aveva ferito a un occhio un agente di polizia. Si scoprì che la banda, composta da almeno cinque elementi, tutti residenti a Milano, aveva in dotazione un intero arsenale e si era già resa protagonista di una serie di rapine tra il Veneto e la Lombardia. All’Ambroveneto di Fino Mornasco, in provincia di Como, il colpo aveva fruttato un bottino di due miliardi di lire tra contanti e preziosi. Nella circostanza erano state aperte tutte le cassette di sicurezza dell’istituto di credito, compresa quella che conteneva i gioielli della famiglia di Stefano Casiraghi, il defunto marito di Carolina di Monaco.
Giuseppe Leone, 52 anni, originario di Napoli, ne era il capo.
PER CONTO DI CHI?
L’attenzione a questo punto venne concentrata su uno stabile attiguo al parcheggio di Cologno Monzese, dove risultava abitare Vittorio Poletti, coniugato a Teresa Magnetta, sorella del più famoso Domenico, trentasettenne di origini foggiane, trapiantato a Milano. Domenico Magnetta, detto “Mimmo”, era sempre stato una figura di secondo piano nella storia dell’eversione nera. Più volte condannato per rapina, aveva ricoperto incarichi “operativi” in Avanguardia nazionale, divenendone a Milano il “responsabile militare”, come accertato dalle indagini relative al gruppo terroristico.
Il 4 aprile, nel corso di servizi di appostamento, dopo aver notato Magnetta aggirarsi attorno alla vettura per controllare l’integrità delle portiere, si decise di procedere a una perquisizione. In un doppio fondo ricavato sotto il pianale posteriore si scoprirono: un fucile semiautomatico a pompa calibro 12, un fucile calibro 12 a canne mozze, una carabina cal. 22, un mitragliatore Kalashnikov, due pistole, quattro silenziatori, circa cinquemila munizioni di diversi tipi, micce a lunga combustione, detonatori, due baionette e due coltelli a scatto, due targhe automobilistiche intestate all’Esercito italiano e diversi accessori di divise da carabiniere.
Si giunse, infine, al box di Addis, ancora una volta grazie a una fonte confidenziale. Nella sua abitazione si rinvennero anche le chiavi per aprire il furgoncino Citroen. D’altro canto i rapporti fra Magnetta e Addis risalivano a diversi anni prima. Alla soluzione del mistero della Fiat Croma clonata non si giunse comunque mai. Che si stava preparando? Forse un attentato a Gianni Griguolo magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Milano? Per conto di chi? Gli imputati si chiusero nel più assoluto silenzio.
Domenico Magnetta, cui non furono mai trovate le chiavi del furgoncino Citroen, fu processato con rito abbreviato nell’aprile 1997 e condannato definitivamente dalla Corte di appello di Milano, il 2 giugno 1999, a tre anni e dieci mesi per detenzione abusiva di armi, sostanze esplodenti e ricettazione. Nel gennaio 2001 fu ammesso alla detenzione domiciliare. Nel 2005 era di nuovo in circolazione come uomo di fiducia di Lino Guaglianone, ex tesoriere dei Nar, candidato nella lista di Alleanza nazionale in Lombardia per le elezioni regionali del 2005, poi in Alternativa sociale.
Mauro Addis fu invece condannato il 10 aprile 2002 a sette anni di reclusione. Il processo si aprì solo nel 2000. Un processo tormentato: durò ben due anni, anche per il parziale mutamento del collegio giudicante. La sentenza divenne definitiva il 29 aprile 2005. Ancor oggi è nel carcere speciale di Voghera, sezione Eiv (Elevato indice di vigilanza). Tornerà libero nel 2009.
LEGAMI PERICOLOSI
Quando i Nar di Valerio Fioravanti e Gilberto Cavallini scorrazzavano ancora nel milanese, il 13 novembre 1980 tentarono anche di far evadere dal carcere Giuseppe Di Girolamo, detto “Pino”, un componente della banda Vallanzasca condannato a 29 anni per omicidio a scopo di rapina.
Stefano Soderini, anch’egli del gruppo, dichiarò ai magistrati: “Era idea dell’Addis e del Fioravanti che, mentre Pino assumeva il controllo della città di Milano, noi gli dovevamo coprire le spalle allorquando se ne fosse presentata la necessità. Il che, in termini di guadagno, significava introiti per centinaia di milioni”. Un legame, quello tra il neofascismo e la malavita comune, che viene da lontano e che sembrerebbe non essersi mai spezzato.
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milanoantifa | 04 Marzo, 2008 15:28
MERCOLEDI 5 MARZO PER DAX...
Mercoledi 5 marzo dalle ore 2130 presso la cascina Torkiera, Viale Certosa/Cimitero Maggiore Milano, assemblea cittadina per la preparazione del 16 marzo, anniversario della morte per mano fascista di Davide Cesare "Dax"
compagni e compagne di Dax
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