milanoantifa | 28 Settembre, 2007 10:51
ATTACCO NAZISTA A CONCHETTA: LA MANCIA AI SERVI FEDELI...
Rissa al Conchetta, in appello ridotte le pene ai nazisti
Ridotte a pene tutte al di sotto dei due anni di reclusione (quindi con condizionale e non menzione nella fedina penale) le condanne inflitte in primo grado a 8 skinhead coinvolti nella rissa con esponenti del centro sociale Conchetta, in cui rimasero feriti da colpi di coltellodue ragazzi dell’area antagonista. Derubricato il reato di tentato omicidio in lesioni personali e respinto il ricorso del sostituto procuratore generale contro l’assoluzione in primo grado dal reato di associazione per delinquere. Gli imputati sono stati condannati per rissa e lesioni personali.
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milanoantifa | 27 Settembre, 2007 20:04
Busto Arsizio (Va): partigiano 84enne aggredito da neonazisti...
Picchiato insultato, in un bar del centro di Busto Arsizio, un anziano di ottantaquattro anni, partigiano ed ex deportato nei campi di sterminio. Fra l’indifferenza di decine di persone durante lo struscio del sabato.Angioletto Castigioni, custode del Tempio Civico di Busto Arsizio, ottantaquattro anni, partigiano, ex deportato nei campi di sterminio, è stato aggredito da un gruppo di una ventina di naziskin, nel centro della citta’ in provincia di Varese.
Intervistato da Radio Popolare, è lo stesso Castigioni a raccontare cosa è accaduto: ’’Uno del gruppo, avendomi riconosciuto, ha detto ecco lo sporco partigiano! Erano tutti con braccia alzate nel saluto nazista, alcuni avevano tatuaggi di svastiche sul collo e sul braccio. Mi sono sentito offeso, ho detto no! io sono un pulito partigiano, un pulito della Resistenza’’.
Castiglioni, nonostante l’età avanzata, ha affrontato i naziskin, i quali hanno tentato di aggredirlo: "Voi che fate quel saluto con cui inneggiate a Hitler - ha detto l’ex deportato ai ragazzi, tutti tra i 20 e i 25 anni - andate nei campi dove io mi sono salvato e sono riuscito a dire come testimone quel che ha fatto quel saluto lì, e dopo ne parliamo. Loro hanno cercato di avvicinarsi sempre di piu’, circondandomi. Poi quello che forse era il capo ha detto basta, andiamo, e se ne sono andati, sempre inneggiando a Hitler e dicendomi ancora sporco partigiano".
La gravità dell’episodio, avvenuto sabato scorso, è rimarcata anche dalla mancanza di qualsiasi reazione da parte dei tanti cittadini che a quell’ora affollavano il centro di Busto Arsizio: "Non si e’ alzato nessuno a difendermi! - denuncia Angioletto Castiglioni - Ma indipendentemente da questo il fatto politico e’ che la gente se ne frega. Io porto la mia testimonianza quando mi invitano, e allora racconto cosa è stato il nazismo e cosa è stato il fascismo, nelle scuole nelle università, ma il fatto è che in tutte le manifestazioni non c’è più quella partecipazione di popolo".
L’azione squadristica effettuata da 20 naziskin è stata veloce ed è stata effettuata fra decine di cittadini, rimasti inermi, ed è questa non reazione che deve far riflettere. Ignavia o sorpresa?
Ma torniamo ai fatti: sono entrati nel bar lo hanno circondato e insultato senza che nessuno dei presenti facesse qualcosa intervistato da radio popolare ha detto: " io non ho protestato per me ma per quelle persone che ho visto entrare nelle camere a gas e nei forni e le cui ceneri sono state gettate nei campi come concime".
Il fatto è uscito perchè, pur non avendo fatto il partigiano nessuna denuncia, la magistratura ha avviato una inchiesta d’ufficio.
http://www.agoramagazine.it/agora/spip.php?article408
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fonte radiopopolare.it
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milanoantifa | 26 Settembre, 2007 08:18
RIMINI: FERMATI 11 NEOFASCISTI DI FORZA NUOVA, STAVANO PER ATTACCARE IL CS LA PAZ...
RIMINI – Violazione della legge antiterrorismo, sequestro di persona, possesso di armi e materiale inneggiante al Terzo Reich: sono solo alcune delle accuse che hanno portato al fermo di undici tra simpatizzanti e membri di Forza Nuova, compresi due minorenni e un dirigente provinciale del movimento. Il blitz dei carabinieri e’ scattato la notte scorsa, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Dda di Bologna su cui vige ancora stretto riserbo. Gli undici sarebbero stati in procinto di attaccare un centro sociale. Gli undici fermi a simpatizzanti e iscritti del movimento di estrema destra ‘Forza Nuova’ sono scattati a Rimini dopo le indagini su una serie di attentati incendiari ai danni di un centro sociale di estrema sinistra, il ‘Paz’. I carabinieri sono intervenuti quando hanno saputo che gli estremisti si stavano radunando sotto l’abitazione di uno di loro. Trovati piedi di porco, spranghe e lattine di benzina. (Agr)corsera pubblicato il 26.09.07« | » Generale:: Commenta (1) :: Permalink
milanoantifa | 25 Settembre, 2007 09:54
ASSEMBLEA PER IL PROCESSO DI APPELLO OER 11 MARZO 2006...
GIOVEDI 27 SETTEMBRE 2007 ALLE ORE 21 PRESSO IL CIRCOLO MALFATTORI IN VIA TORRICELLI A MILANO ASSEMBLEA PUBBLICA PER IL PROCESSO DI APPELLO PER LA MOBILITAZIONE ANTIFASCISTA DEL 11 MARZO 2006
DI SEGUITO PUBBLICHIAMO IL TESTO DI INDIZIONE
INDIZIONE ASSEMBLEA PER 11 MARZO IL 27.9.07.doc
PER CONTATTI libereribelli@libero.it
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milanoantifa | 24 Settembre, 2007 09:17
Presidio contro Forza Nuova a Torre Pellice...
Una settantina di persone oggi al presidio a Torre Pellice contro la sfilata di Forza Nuova. I fascisti volevano manifestare contro la decisione del Sinodo valdese di appoggiare la difesa della legge 194.Erano una quindicina con qualche bandiera ed uno striscione di carta. Protetti da due cordoni di polizia (la Questura aveva autorizzato il volantinaggio) i fascisti non sono riusciti a fare nulla, se non stare a guardare impotenti.
Presenti al presidio anche molti pastori valdesi, che commentavano come fosse la prima volta che la Questura autorizzasse un presidio neofascista contro una chiesa intera.
Il passaparola tra i compagni ha funzionato, ed erano presenti anche molti anziani del paese ed ex partigiani. Alle 17,30, visto che non potevano fare più nulla, i fasci ne se son andati scortati dai carabinieri.
Forza Nuova in provincia non passa.
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milanoantifa | 21 Settembre, 2007 09:57
MORTO IL PARTIGIANO UMBERTO FUSAROLI CASADEI...
Mercoledì sera in un incidente stradale è morto a 81 anni Umberto Fusaroli Casadei, partigiano, comunista, castigatore di fascisti.A chi gli chiedeva se aveva qualche rimorso per le innumerevoli azioni compiute rispondeva che sì, gli dispiaceva di non aver colpito tutti i fascisti che avrebbe voluto.Siamo certi comunque che Umberto tornerà nei loro peggiori incubi.Alla camera ardente allestita presso l’Ospedale di Forlì, dalla tarda mattinata di oggi alle 15 di domani, sabato 22 settembre, esprimeremo il nostro cordoglio alla moglie ed a lui la nostra determinazione a non affievolire mai la lotta antifascista.Centro Documentazione dei Movimenti “Francesco Lorusso e Carlo Giuliani”, Bologna “…Sono Umberto Fusaroli Casadei, classe 1926, ex comandante partigiano, invalido della guerra di Liberazione e quindi combattente in Mozambico contro il colonialismo dove riportai altre due gravi ferite, in aggiunta alle tre riportate in Italia. Vinsi tutte le guerre giuste alle quali partecipai e persi tutte le paci susseguenti, avendo ovunque i capi tradito gli ideali per i quali combattemmo insieme, in Mozambico dopo l’assassinio del grande Presidente Samora, allorquando tentarono di assassinarmi i mafiosi locali.In Italia perdetti mio Padre, mio Zio e un mio Cugino, trucidati dai repubblichini, dei quali pagarono lo scotto solo quelli che conseguii di accalappiare, mentre gli altri scontarono la pena usualmente riservate ai ladri di galline o tutto al più ai rei di abigeato; ma io dovetti scontare sei anni di carcere. Combattei nell'ottava Brigata Garibaldi e poi nella 29esima Gap, dove fui promosso comandante di compagnia.La paura é fatta di niente e che può solo peggiorare qualsiasi situazione, senza migliorarne nessuna …meglio morire in piedi che vivere in ginocchio, chi non ha paura di morire e padrone della vita dei re e muore una volta sola, mentre i vigliacchi ogni ora della loro vita…”
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milanoantifa | 20 Settembre, 2007 10:08
LUCCA, operazione di Polizia contro i fascisti...
Riportiamo articoli di giornali sull'operazione di Polizia condotta qualche giorno fa contro alcuni appartenenti all'area della destra radicale di Lucca. Arresti contro i fascisti avvenuti dopo un lungo periodo costellato di aggressioni e di violenze grazie al silenzio e alla connivenza delle autorità politiche e repressive della città. Esprimiamo la nostra vicinanza ai compagni e alle compagne di Lucca.
NE FASCISTI NE POLIZIA
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milanoantifa | 19 Settembre, 2007 13:10
ASSEMBLEA PER MURALES PER DAX...
LUNEDI 24 SETTEMBRE ALLE ORE 21 ALLA CASCINA OCCUPATA TORCHIERA, CIMITERO MAGGIORE, MILANO ASSEMBLEA PER IL RIFACIMENTO DEL MURALES PER DAX Di seguito pubblichiamo il volantino distribuito mercoledì 19 settembre al consiglio regionale durante l’iniziativa del consigliere Bepo Storti MURI PULITI POPOLO MUTOLa memoria non si cancella La cancellazione dei murales sulla Darsena è stato un gesto compiuto con una notevole disinvoltura dalla giunta Moratti che, senza vergogna, ha ordinato agli uomini dell’AMSA d’imbiancare quel muro. Il momento è stato scelto utilizzando come pretesto i lavori di ristrutturazione del ponte della Darsena che in agosto aveva avuto un cedimento destando non pochi imbarazzi ai governanti di questa città. All’interno dei lavori, cominciati velocemente, sono stati investiti 40.000 euro per cancellare i murales dipinti il 29 marzo 2003, la settimana successiva ai funerali di Davide Cesare, Dax. Una cifra esorbitante che poteva essere più saggiamente utilizzata per lavori di ristrutturazione di cui molti quartieri periferici e popolari hanno bisogno, ma che evidentemente possono aspettare. La cancellazione ha rappresentato non solo uno sfregio alla persona di Davide, ai suoi compagni, amici e famigliari, ma un attacco alla memoria collettiva degli antifascisti e delle antifasciste di questa città. Nell dibattito seguito alla cancellazione abbiamo sentito esponenti della destra rievocare quella notte del 2003 parlando di “rissa tra balordi”, false ricostruzioni nel tentativo di spoliticizzare quello che è avvenuto. Continueremo sempre a ribadire la nostra verità su cosa è accaduto la notte del 16 marzo 2003, sull’omicidio da parte di fascisti di Davide e sui feroci pestaggi della polizia e dei carabinieri all’interno del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, per i quali è ancora in corso il processo. Il riemergere dello squadrismo fascista nell’indifferenza e nella complicità è oramai una realtà in Italia: uno stillicidio di aggressioni e di attacchi che vanno da Milano passando per Melzo dove qualche mese fa è stato accoltellato al ventre e al viso un ragazzo di 19 anni, arrivando fino a Roma che, oltre ai fatti eclatanti di Villa Ada, ha visto nell’agosto del 2006 l’omicidio di Renato Biagetti. Un attacco alla memoria che vogliamo respingere, per questo, ispirandoci anche al gesto che Bebo Storti ha compiuto oggi, stamperemo centinaia di poster e migliaia di cartoline per conservare e diffondere il ricordo dei murales. Infatti la memoria è un ingranaggio collettivo che deve essere mantenuta viva quotidianamente. Soprattutto è nostra intenzione rifare il murales in Darsena, ancora più bello e ancora più grande, dedicandolo non solo a Dax, ma anche a Renato, ucciso nell’agosto del 2006 a Roma dai fascisti e a Rumesh, un ragazzo di Como restato invalido dopo che un vigile della “squadretta” anti-writers gli ha sparato addosso. Ecco cosa producono le politiche contro i graffittari, una “guerra” intrapresa negli ultimi tempi anche dalla giunta di Milano. Una dedica speciale andrà poi a Giovanni Pesce, il comandante Visone, che, con la sua vita da antifascista, continua a insegnare e ad insegnarci molte cose. Per rendere il suo ricordo vivo nelle strade della nostra città dandogli del colore e del calore al di fuori dei freddi riti istituzionali. Rifaremo il murales in un’iniziativa pubblica dove non solo si rivendicherà libertà d’espressione e di agibilità politica, ma si metterà in discussione il modello di città che ci vogliono imporre. Una città troppo impegnata a ripulire le facciate e a rispondere al bisogno indotto di sicurezza, piuttosto che affrontare le emergenze sociali quali il degrado dei quartieri e le condizioni precarie di vita e di lavoro. E se, stoltamente, le autorità decideranno di cancellarlo ancora lo rifaremo più e più volte in altri punti della città. Perché non esiste solo la “memoria ufficiale” di chi governa, fatta di vuote ricorrenze e di un revisionismo storico che cerca di cancellare le radici della lotta di liberazione per riabilitare vecchi e nuovi fascisti/fascismi. MILANO 19 settembre 2007 I COMPAGNI E LE COMPAGNE DI DAX Per info http://daxresiste.noblogs.org« | » Generale:: Commenta (1) :: Permalink
milanoantifa | 19 Settembre, 2007 08:04
MERCOLEDI ORE 12 CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDIA...
Recuperare la sensibilità in una città straziata dalle divisioni» Ungraffito per Dax nell'ufficio di Bebo Storti Cancellato dalle spondedella Darsena per far posto a un garage, una nuova versione del muralerivivrà nella prestigiosa sede del PirelloneIl graffito dedicato a Davide «Dax» Cesare è stato cancellato dallaDarsena per far posto a un garage, ma un suo gemello rivivrà in unasede ben più prestigiosa: il Pirellone. Il consigliere e capogruppodei comunisti italiani, nonché attore, Bebo Storti ha annunciato cheospiterà nel suo ufficio un murale dedicato all'attivista del centrosociale Orso ucciso a coltellate a 26 anni il 16 marzo 2003 e per ilcui omicidio sono stati condannati un uomo con i due figli.GESTO INCIVILE - «Recuperare un gesto di inciviltà, recuperare lasensibilità in una città straziata dalle divisioni, recuperare lapietà - ha detto Storti -. Non una provocazione, ma un ponte lanciatofra le istituzioni e il mondo giovanile; mondi che ormai hannolinguaggi talmente differenti da non comprendersi neanche su temiquali la morte, la violenza, la memoria. La cancellazione del graffitodedicato a Dax, non può non essere considerato un gesto di violenzainaudita dettato da una profonda ignoranza dei linguaggi e delle formedi espressioni giovanili».RISCHIO OBLIO - Il graffito disegnato da Beps BN Crew rimarrà dunquenella stanza del consigliere Storti «a memoria e simbolo di un giovanemorto stupidamente e che rischia di essere dimenticato dalla città diMilano». Alla presentazione, mercoledì 19 settembre, intervengonol'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi e i compagni di Dax.Recentemente Bebo Storti ha prodotto il documentario «Altri Sociali»,in cui si raccontano le iniziative dei centri sociali lombardi, dellerealtà non profit che hanno portato avanti progetti culturali, socialie di aggregazione.18 settembre 2007
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milanoantifa | 17 Settembre, 2007 14:14
Varese, blitz contro i neonazisti. 47 perquisizioni in tutta Italia...
Nel mirino della Digos il Partito nazionalsocialista dei Lavoratori“Propagandavano discriminazione razziale, etnica e religiosa”
Varese, blitz contro i neonazisti
47 perquisizioni in tutta ItaliaVarese, blitz contro i neonazisti
47 perquisizioni in tutta ItaliaBlitz della Digos contro i movimenti neonazisti
VARESE – Blitz contro i movimenti neonazisti: 47 perquisizioni a Varese e in altre città d’Italia. Nel mirino della Digos il Partito nazionalsocialista dei lavoratori, di ispirazione hitleriana. “Reclutava persone – spiega Fabio Mondora, funzionario della Digos di Varese – che propagandassero la discriminazione razziale, etnica e religiosa”.I movimenti neonazisti fondatori del PNSL avevano presentato proprie liste di candidati in occasione delle consultazioni elettorali del 2006 e 2007 in alcuni comuni delle province di Varese, Como, Lecco e Milano.Fondato nel 2002 da Pier Luigi Pagliuchi, 45 anni, un albergatore di Castano Primo, nel Milanese, nel 2006 il movimento nazionalsocialista portò un proprio rappresentante nel consiglio del piccolo comune di Belgirate: Osvaldo Carmellino, anch’egli ristoratore, fu eletto con soli 23 voti e l’improvvisa e inaspettata defezione di una lista civica. “Cinque anni fa – disse allora il neoconsigliere – eravamo in quindici; oggi siamo 200”.Al sito Varese news, il coordinatore del movimento, Pierluigi Pagliuchi, un anno fa dichiarò: “Siamo una formazione politica indipendente, ispirata al partito nazionalsocialista: prendiamo spunti dagli ideali dei partiti che, in diversi Stati, hanno accolto le istanze nazionaliste e socialiste portate alla massima espressione dalla Germania di Hitler”.Nelle perquisizioni di quest’oggi in Lombardia e nelle altre regioni, sono impiegati uomini della Questura di Varese, coadiuvata dalla Digos di Milano, Roma, Rieti, Novara, Vercelli e Piacenza, con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia. In tutto oltre 150 agenti.(17 settembre 2007)repubblica on line
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milanoantifa | 17 Settembre, 2007 14:06
ROMA VS FIAMMA...
Roma: Attaccata la scorsa notte la sede della Fiamma Tricolore
da www.ecn.org/antifa
Roma, 18:13
ATTACCO CONTRO SEDE FIAMMA TRICOLORE A ROMA
Attaccata la scorsa notte la sede della Fiamma Tricolore di piazza Perin del Vaga n.1 a Roma. Lo riferisce il segretario Luca Romagnoli. Ignoti hanno divelto la saracinesca, hanno scritto ‘Morte al Fascio’ e hanno tracciato sui muri i simboli di falce e martello. “Le istituzioni locali, con l’indifferenza dimostrata verso simili comportamenti, non fanno, di fatto, che avallarli”, ha affermato segretario romano della Fiamma Giuliano Castellino. “Le forze di polizia, oltre a indagare su Villa Ada, devono concentrarsi anche su questi episodi di violenza rossa. Noi vogliamo qui il sindaco Veltroni, con l’ufficio del decoro urbano a ripulire le mura della sede”.
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milanoantifa | 17 Settembre, 2007 07:59
ASSEMBLEA LUNEDI 17 SETTEMBRE PER MURALES PER DAX...
Mercoledì 5 settembre 2007 il Comune di Milano ha sperperato ben 40mila euro (alla faccia delle politiche sociali) per cancellare i graffiti fatti in Darsena nel 2003 che ricordavano Dax, Mumia Abu Jamal e contro la guerra in Iraq. Queste opere hanno rappresentato, a partire dall'assassinio fascista di Davide, momenti importanti per la storia e per il vissuto del movimento milanese (e non solo).Le motivazioni apportate dall'Assessore all'Arredo Urbano Maurizio Cadeo (di AN) "per la riqualificazione della Darsena" sono farsesche: balza subito all'occhio lo stato di lavori permanenti e devastazione dell'intera zona che il Comune stesso sta portando avanti da anni.La dichiarazione cela la motivazione più realistica, cioè il fastidio che questi murales creavano alla giunta di destra dell' "antifascista" Letizia Moratti._*Per determinare i tempi ed i modi del rifacimento del murale l'appuntamento è*_LUNEDI' 17 ore 21in Cascina Autogestita Torchiera
P.le Cimitero Maggiore, 18
MM:Uruguay + bus 40 - Tram 14Le Compagne i Compagni di Dax
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milanoantifa | 14 Settembre, 2007 09:48
L’EVOLUZIONE DELLA DESTRA RADICALE IN ITALIA...
di Saverio Ferrari - redazione dell’Osservatorio Democratico - 13/09/2007Nel corso degli ultimi due anni si è assistito in Italia ad un crescendo di aggressioni violente di marca neofascista soprattutto ai danni di giovani dell’area dei centri sociali, ma anche di militanti di sinistra, omosessuali ed extracomunitari. Le cifre parlano chiaro: nel solo 2006, secondo un seppur parziale monitoraggio basato sulla consultazione di quotidiani nazionali e locali, si sono rilevati ben 97 episodi, 36 in più del 2005, di cui 59 aventi come obbiettivo persone fisiche. In questo ambito l’assassinio, il 27 agosto a Focene, lo scorso anno, di Renato Biagetti, un giovane del centro sociale Acrobax di Roma, affrontato da due neofascisti e accoltellato all’alba, all’uscita da una festa.
Il 2007 si è invece aperto con una bomba alla sezione del Pdci di Taranto la notte stessa di Capodanno. L’utilizzo di esplosivi si è poi ripetuto in altre occasioni. Particolarmente grave in questo senso la devastazione ai primi di marzo di un’ala del centro sociale Ask 191 a Palermo, siglata all’esterno con diverse croci celtiche sul cancello.
Numerosi i danneggiamenti anche alle sedi di partito, ma soprattutto moltissimi i vandalismi che hanno colpito, in ogni parte del Paese, cippi, targhe e monumenti dedicati alla Resistenza, spesso sfregiati o imbrattati. Caso limite Milano, dove è stata letteralmente abbattuta una statua al parco di Trenno inaugurata 40 anni fa dal sindaco Aldo Aniasi. Da segnalare, tra un fatto e l’altro, anche la profanazione di un ex cimitero ebraico nei pressi di Arezzo alla vigilia del giorno della Memoria. Le vicende più gravi invece a Lucca, il 24 febbraio, con l’accoltellamento di un ragazzo; il ferimento, il 10 giugno a Melzo vicino a Milano, di un giovane impegnato nel volontariato raggiunto al volto e all’addome da una lama, subito arrestato un naziskin; la spedizione squadrista a Villa Ada, a Roma il 28 giugno, dove una cinquantina di fascisti al grido di “Duce-Duce”, al termine di un concerto, armati di spranghe e con il volto coperto hanno aggredito la folla. Due i feriti, di cui uno raggiunto da due coltellate alla schiena all’altezza dei polmoni. Roma, in questa escalation, si è conquistata la palma di città più colpita. Seguono l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto e la Toscana. Ma in quasi tutte le regioni d’Italia, dall’Alto Adige alla Sicilia, continuano ad accadere fatti preoccupanti caratterizzati dall’uso sempre più frequente del coltello.
NEONAZISTI
A monte di questa recrudescenza, come quadro generale, certamente il passaggio verso società sempre più multiculturali e multietniche. Un’epoca in cui riemergono, come fantasmi dal passato, odi e pregiudizi verso minoranze, diversi e immigrati. In tutto il Continente, nei paesi dell’est come nell’Europa centrale, assistiamo, come denunciato lo scorso 6 giugno dall’organizzazione statunitense “Human rights first”, a un preoccupante rilancio del razzismo in tutte le sue varianti. L’Italia non ne è estranea. Nelle regioni settentrionali, in particolare, a favorire un clima di intolleranza, è la demonizzazione sistematica dell’immigrazione extracomunitaria a opera della Lega Nord.
Così anche nel nostro Paese le organizzazioni neofasciste ritrovano un proprio spazio, accentuando i caratteri aggressivi ed evolvendo nella direzione di un’identità sempre più neonazista. Ne fanno fede i ripetuti riferimenti a figure un tempo interne al Terzo Reich e le esposizioni di simboli, come gli stemmi di alcune divisioni delle Waffen-Ss, assunte ormai come tratto distintivo. Numerosi i convegni per esaltare personaggi del passato e l’allestimento di cortei i cui partecipanti sfilano ormai inquadrati militarmente, con tanto di croci celtiche e fasci littori. Si osservino i filmati e le fotografie veicolati dagli stessi siti di appartenenza. Fatti allarmanti, non più folcloristici. I rigurgiti squadristici e violenti hanno origine in questo ambito.
L’ANOMALIA ITALIANA
L’Italia subisce anche le conseguenze di scelte che hanno permesso il ritorno alla vita politica nazionale del neofascismo organizzato. In primo luogo lo sdoganamento operato dalla Casa delle libertà con alleanze e patti elettorali, nelle ultime elezioni politiche come in moltissimi comuni, tra gli altri Milano e Roma, con tutte le formazioni della destra radicale, dalla Fiamma tricolore a Forza nuova. Lo schieramento di centro-destra ha deciso di battere questa strada non unicamente per piccoli calcoli elettorali. La somma dei consensi all’estrema destra non va infatti oltre la soglia dell’1%. Le ragioni sono più profonde e si legano al disegno di incrinare nel senso comune la cultura antifascista fondante la Costituzione italiana. Un tentativo di rivincita di quell’“altra Italia”, da sempre insofferente alla democrazia parlamentare, qualunquista e ostile a ogni riferimento alla lotta di Liberazione. Una realtà un tempo mediata dalla Democrazia cristiana, oggi pienamente rappresentata e in sintonia con i leader del Polo. Da loro, anzi, alimentata. Da qui una rimessa in circolo anche dell’estrema destra, da reclutare nell’ambito di sempre nuove “crociate anticomuniste”.
A favorire questo processo la nuova ondata revisionistica, si pensi all’impatto mediatico dei libri di Giamapolo Pansa, tesa a delegittimare la Resistenza, ma anche a rileggere gli anni Settanta, sminuendo o cancellando dallo scenario l’eversione nera. Una sorta di generale rivalutazione, equiparando, da un lato, fascisti e partigiani (qualcuno nella scorsa legislatura presentò anche un disegno di legge in tal senso), ma, dall’altro, riscrivendo la storia di questo dopoguerra, “strategia della tensione” compresa.
Un complesso di fattori, anche se è la specificità della destra italiana che va colta. Una destra che ha abbattuto al proprio interno ogni discrimine antifascista e antirazzista. Una destra schierata elettoralmente da Pier Ferdinando Casini al Veneto fronte skinheads (!). Se si vuole, assai poco europea, neanche lontana parente di quella di Spagna, Germania, Gran Bretagna o Francia. Il primo atto di Nicolas Sarkozy, appena eletto nuovo presidente della Repubblica francese, nel giorno del suo insediamento, è stato di rendere omaggio ai giovani resistenti trucidati a Parigi dalla Gestapo e dai collaborazionisti. Impensabile, qui da noi, per un Berlusconi o un Fini
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milanoantifa | 14 Settembre, 2007 09:34
MILANO, A VOLTE TORNANO...
Secondo quanto riportato da La Repubblica, ieri (11 settembre) a Milano, in Corso Magenta, davanti alla sede della Commissione europea, si è svolta una manifestazione razzista contro il fondamentalismo islamico.
Tra i manifestanti c'è ROBERTO MARIA SEVERINI.
Ha un crocefisso colorato al collo e un paio di Ray-Ban a goccia: "Difendiamo l'Italia dai musulmani, il nostro Paese deve restare cristiano". Dieci minuti avanti così. Poi la svolta.
Un drappello di contromanifestanti avanza, è capeggiato da Dacia Valent, ex parlamentare del Pdci, e Giuseppe Fallisi, il noto anarchico autore de "La ballata del Pinelli".
"Ti abbiamo riconosciuto, sei Roberto Sandalo!"
In un attimo cinque funzionari di polizia circondano Severini per proteggerlo. Lui nega la sua vera identità. Ma i poliziotti stanno proteggeno l'ex Prima Linea, condannato per banda armata nell'aprile 1980.
Furono proprio le sue confessioni da penito a permettere alla polizia di sgominare l'organizzazione.
Condannato a undici anni e sette mesi, Sandalo ne scontò due e mezzo.
Cambiò identità, ma alla fine anni '90 lo si scopre tra le Guardie padane.
Pochi mesi dopo viene arrestato per una serie di rapine nell'Astigiano.
...
Ma a fine giornata ammette: "Sì, sono l'ex terrorista di Prima Linea ma sono anche uno che ha servito due volte lo Stato, prima come ufficiale degli alpini e poi dissociandomi e collaborando a mettere fuori piazza una banda di assassini. Non vedo perchè io non possa fare politica mentre altri personaggi mai redenti siedono nei piu' alti scranni delle istituzioni".
DA INDY-LO
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milanoantifa | 17 Agosto, 2007 15:23
Arriva la t-shirt con simboli nazisti, nuova moda per i giovani di destra...
Aperto a Magdeburgo un negozio di abbigliamento filo-nazista. La marca delle magliette, «Thor Z Steinar», prende il nome dal dio del tuono e da un generale nazista ed è guidata da un noto esponente dei circoli di estrema destra della Germania del nord. Numerose le proteste contro il negozio che vende il nazi-abbigliamento Emma Farnè dal “il manifesto” del 15 agosto 2007 Berlino Non si chiamano t-shirt ma t-hemden - t-camice nella versione germanizzata - le magliette con gli stessi simboli che erano sulle camicie delle SA naziste, stampati sulla schiena di chi ha la testa rasata e gli anfibi ai piedi. Non sono in un museo ma si possono comprare a Magdeburgo, in Sassonia e vanno di moda tra i giovani di estrema destra, che le trovano in un negozio aperto da poco, creando un terremoto locale.Le T-Hemden marca Thor Steinar sono sugli scaffali del negozio «Narvik», inaugurato il 27 luglio a Magdeburgo in un edificio importante per la città: la Gruene Zitadelle, progettata dall'architetto Friedensreich Hundertwasser, noto anche per aver disegnato alcuni palazzi di Vienna.
Per il proprietario dell'immobile di Narvik, la Gero Ag, una ditta consociata al vescovado di Magdeburgo, il 27 luglio è stato una doccia fredda: quel giorno il quotidiano Tageszeitung ha titolato «I cristiani non conoscono la storia».
Narvik è una città al nord della Norvegia che fu teatro di una feroce battaglia durante la seconda guerra mondiale e punto strategico per i rifornimenti di ferro per i nazisti. I vestiti del negozio, invece, sono ricchi di simboli della mitologia vichinga. Questi erano negli anni della dittatura graditi ai nazisti, oggi ai giovani di estrema destra: si tratta di rune Tyr, frecce puntate verso l'alto, già sulle camicie delle SA naziste negli anni 40 e rune Gibor, angeli dalla testa di lupo, amati dalle SS. Altri simboli non sono esplicitamente collegati ai nazisti, «per far sembrare i giovani di estrema destra gente normale vestita come gli altri», denunciano le associazioni locali.
La marca Thor Steinar - Thor dal Dio del tuono e del fulmine nella mitologia vichinga, Steinar, dal generale SS Felix Steiner, riferimento appurato da un tribunale tedesco - ha avviato nel 2002 la sua attività guidata da Uwe Meusel e Axel Kopelke, giovane noto nei circoli di estrema destra nel nord della Germania; la società si chiamava «MediaTex», oggi Uwe Meusel Factory GmbH.
Uwe Meusel distribuiva anche allora magliette e vestiti con le rune, ma sono stati proibiti dalla magistratura tedesca dopo decine di procedimenti penali. Kopelke e Meusel avevano reso noto che le rune usate sulle loro magliette non hanno nulla a che vedere con quelle del periodo 1933-1945. In più, due anni fa un tribunale in Brandeburgo ha annullato le sentenze, rendendo così legali i discussi vestiti, ora in vendita anche da «Narvik».
Il giorno dopo l'apertura di Narvik la Gero Ag, immobiliare proprietaria, ha deciso di rescindere il contratto di locazione con Meusel. Due giorni dopo ha ceduto un altro locale del complesso della Gruene Zitadelle ai cittadini, che in meno di 48 ore, dopo veglie di protesta davanti al negozio, hanno aperto una mostra informativa sui nuovi mezzi di propaganda neonazisti. T-Hemden incluse.
La mostra è ancora, aperta, come il negozio, come la disputa tra la Gero Ag e Meusel, che non è obbligato a chiudere perché in possesso di un regolare contratto d'affitto. «La legge non tutela casi di questo tipo; nessun commerciante deve mostrare nel dettaglio l'abbigliamento che venderà, basta solo specificare il tipo di merce, come ha fatto Meusel al momento del contratto» ha detto al manifesto Patrich Begrich di Miteinander E.v., associazione che monitora le tendenze di estrema destra sul territorio. «Nessuno sa se e quando l'attività commerciale verrà chiusa». Intanto gli abitanti di Magdeburgo continuano a protestare. Una vetrina di Narvik è già andata in frantumi.
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