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Dal Corriere della Sera di Marco Imarisio30 maggio 2007 Per 4 agenti l'accusa è di aver provocato il decesso del giovaneFederico, svolta nell'inchiestaFerrara, trovate altre prove nella cassaforte della polizia: settetamponi con il sangue della vittima e documenti clamorosi Federico AldrovandiFERRARA - Le sorprese erano chiuse in cassaforte. Ci sono novità sullastoria di Federico Aldrovandi, lo studente diciottenne che il 25settembre 2005 morì a Ferrara dopo essere stato fermato dalla polizia.Tutto era pronto per l´udienza preliminare che il prossimo 20 giugnodeciderà se mandare a processo quattro agenti accusati di omicidiocolposo. Ed invece, dalla questura arrivano nuovi reperti, sconosciutiagli atti dell´inchiesta. Dagli «originali » delle telefonate aitamponi imbevuti del sangue del ragazzo. E con essi affiorano dubbi esospetti, ai quali dà corpo Alessandro Gamberini, legale della famigliadel giovane: «È la prova di come in questa inchiesta il materiale diindagine sia stato accuratamente selezionato, dato o non dato a secondadella convenienza. Per fortuna qualcosa è cambiato». Aldrovandi muore aFerrara, in via Ippodromo, dopo aver trascorso la notte in un centrosociale di Bologna. Così ricostruiva i fatti una nota della questura:«Alle 6.25 personale di Polizia interveniva su segnalazione di alcunicittadini che avevano riferito del comportamento strano di un giovane.Poco dopo, il giovane è stato colto da malore».? La vicendaCaso chiuso. Morto per cause naturali, durante il trasporto inospedale. Overdose, si dirà poi. Tre mesi dopo Patrizia, la madre diFederico, apre un blog per chiedere nuove indagini. Emergonotestimonianze che parlano di un controllo piuttosto energico da partedegli agenti intervenuti. Secondo i consulenti della famiglia cisarebbe stata una violenta colluttazione tra quattro agenti eAldrovandi, sottoposto ad una immobilizzazione forzata conschiacciamento della cassa toracica. Il 9 gennaio 2007 c´è la richiestadi rinvio a giudizio per quattro poliziotti. La partita giudiziaria sigiocherà su perizie mediche e sulle diverse ricostruzioni degli orari.Anche per questo, è di grande onestà e pulizia la nota datata 2febbraio 2007 della Squadra mobile di Ferrara che accompagna le nuoverivelazioni. Scrive il dirigente: «In data odierna ho avuto accesso,per la prima volta, al registro degli interventi del 113 relativo alperiodo di indagine, fino ad oggi custodito nella cassaforte dell´Unitàdi polizia giudiziaria». Per una circostanza fortuita, si apre così,«per la prima volta», lo scrigno che contiene gli originali degli atticompiuti quel 25 settembre 2005.Il catalogo è questo: ci sono tutti i brogliacci delle telefonateeffettuate dagli agenti, e gli orari del loro intervento nel luogo doveFederico Aldrovandi cominciava la sua agonia. La Squadra mobile limette a confronto con i documenti «puliti» che sono stati poi allegatiagli atti dell´inchiesta. E scopre che tra la copia «in brutta» equella in bella, ci sono differenze sostanziali. Sull´orario dell´arrivo della prima pattuglia, i cui agenti sono accusati di averpestato Aldrovandi: «Doverosamente si deve rilevare come il foglio diintervento originale, annullato con dei segni trasversali a penna, èparzialmente difforme» da quello poi trascritto agli atti. «Inparticolare, la difformità è relativa all´orario in cui è stato datol'intervento, e la correzione fatta a penna contrasta con i foglisuccessivi ». Il nuovo questore di Ferrara, Luigi Savina, uno deipoliziotti più stimati dal Viminale, mette per iscritto di non averchiesto «per ora» una relazione sull´accaduto ai due ispettori chehanno firmato i rapporti solo perché consapevole che anche la Procuraha un procedimento in corso sui modi con i quali è stata effettuata l´indagine sulla morte di Aldrovandi. Dal carteggio custodito incassaforte spuntano anche due lettere «manoscritte in originale», chesono riferibili alle attività di sopralluogo compiute la mattina del 25settembre-Aldrovandi morì poco dopo l´alba-«ma non risultano finoraessere state inviate alla autorità giudiziaria».L'ultima scoperta è forse la più clamorosa. La questura comunica diaver ritrovato anche sette tamponi intrisi di sangue «relativi algiovane Aldrovandi» conservati da ormai due anni nei frigoriferi dellaPolizia scientifica, e mai messi agli atti. In una vicenda doveautopsie, perizie mediche e sopralluoghi contano molto, è un dettaglioche potrebbe avere la sua importanza. Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti visitate il blog per Federico http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/
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